Sciopero generale di otto ore nella Tuscia il 25 novembre - Cgil, Cisl e Uil spiegano le ragioni della mobilitazione "Un segnale anche per Provincia e Regione
che non hanno fatto ancora nulla" Viterbo 22 novembre 2005 - ore 2,10
Il segretario della Cisl Rosita Pelecca
Rosita Pelecca (Cisl) Giovanni Battista Martinelli (Cgil) e Marco Massera (Uil)
- Cgil, Cisl e Uil pronte per lo sciopero generale contro la Finanziaria del 25 novembre.
Alle 9,30 ci sarà il concentramento a piazza della Rocca. E poi il corteo fino a piazza del comune, dove i segretari provinciali terranno il comizio.
Giovanni Battista Martinelli (Cgil), Rosita Pelecca (Cisl) e Marco Massera (Uil) hanno facile gioco nellenunciare le motivazioni dello sciopero, vista la situazione economica che il paese attraversa.
Sciopero che nella Tuscia sarà di otto ore e non di quattro, perché alle questioni nazionali si aggiunge la vertenza sulle questioni locali: infrastrutture, sanità, distretto industriale di Civita, spiegano i segretari allunisono.
La legge Finanziaria - inizia Rosita Pelecca (Cisl) - è confusa e non risponde alle esigenze dei cittadini. I salari sono fermi, e nel paese cè un senso di sfiducia. Cè un divario sempre maggiore tra ricchi e poveri. Questo è uno sciopero contro una Finanziaria fatta di tagli e per lo sviluppo del nostro territorio.
Cè un silenzio assordante dei mezzi di comunicazione - continua Giovambattista Martinelli (Cgil) - a fronte di una situazione economica sempre più disastrosa. Lattenzione della gente viene spostata su una realtà fittizia. La verità è che non si arriva neppure più alla terza settimana del mese. Una ricerca dellEurispes dice che dieci milioni di italiani sono poveri. E questa Finanziaria non dà nessuna risposta ai loro problemi. Anzi questo governo dà colpi mortali al welfare e alla democrazia. Questa è una Finanziaria demagogica ed elettorale. Labbattimento del costo del lavoro delluno per cento è solo un palliativo. Il bonus per i bambini che nascono è solo demagogia. Non si fa che spostare il gabelliere dal centro alla periferia. Forse perché gli enti locali sono governati in gran parte dalla sinistra.
E non ce nè solo per governo ma anche per Provincia e Regione governate dal centrosinistra.
Abbiamo deciso le otto ore di sciopero per dare un segnale sulla situazione che attraversa la Tuscia. Un segnale anche per Provincia e Regione che fino ad ora non hanno ancora fatto nulla di concreto. La nostra speranza è che nella Finanziaria regionale ci siano interventi per la Trasversale, per la sanità, per il distretto di Civita.
E poi la volta di Marco Massera segretario generale della Uil.
Questo non è uno sciopero politico. E uno sciopero che vuole dare lallarme per il declino economico in cui si trova il paese. Con questa Finanziaria, il governo non ha voluto dare fiato alleconomia. Non cè nulla per la casa, per la famiglia per i salari. Una Finanziaria che non prevede neppure il rinnovo del contratto degli statali. E stiamo parlando di tre milioni e mezzo di persone. Finanziaria che non dà risposte a coloro che noi rappresentiamo. Il momento sul piano economico è drammatico con 7 milioni di pensionati a 516 euro al mese, con il taglio agli enti locali. Con le quattro ore in più di sciopero vogliamo dare un segnale chiaro anche a Provincia e Regione.