Viterbo 9 maggio 2005 - ore 19,10 - Senza filtro - Proviamo a fare il punto su alcune considerazioni e domande formulate dal senatore Bonatesta e dal consigliere comunale Paola Selvaggini, intorno alle vicende relative alloccupazione dei locali della scuola delle Farine da parte di ragazzi di destra, al successivo sgombero operato dalle forze dellordine, alleventuale assegnazione della colonia di Bolsena a quei giovani per socializzare e comunicare e, infine, ai continui riferimenti al Centro Sociale di Valle Faul.
In primo luogo, mi domando perché il senatore di AN continua a dialogare con Torricelli.
Se lo fa in ragione dello spessore, dellesperienza politica e dellonestà intellettuale del mio compagno di partito, ha trovato la persona giusta per confrontarsi.
E però opportuno precisare che Giancarlo Torricelli non si è candidato alle elezioni provinciali, non è consigliere né assessore in provincia e, dopo lavvicendamento congressuale, non è più il segretario della federazione di Viterbo del PRC.
Per quanto riguarda la disponibilità della struttura di Bolsena, credo sia opportuno che Bonatesta si rivolga alla comunità della cittadina lacustre, alla nuova giunta di palazzo Gentili e al neo presidente Mazzoli.
Certo che se doveva far conto sulla vecchia giunta provinciale, compresi gli uomini di AN, limmobile di Bolsena il senatore se lo poteva togliere dalla testa visto che Marini aveva già avviato lasta per alienarlo.
Diversamente da quanto affermato dallesponente di AN non mi risulta che, da indagini effettuate dal sottoscritto presso gli uffici comunali di Viterbo, giovani di sinistra occupino abusivamente da anni un locale pubblico.
Il luogo trasformato in centro sociale di Valle Faul è di un privato per uso privato. Il senatore ci può insegnare che da un punto di vista tecnico-giuridico non è esattamente la stessa cosa rispetto ad una scuola comunale, con particolare riferimento allo sgombero dufficio da parte delle autorità di polizia.
Tale precisazione non serve, naturalmente, per nasconderci dietro un dito e per aggrapparci a cavilli tecnico-giuridici: la questione è soprattutto sociale e politica ed è su questo terreno che va affrontata da amministratori interessati e sensibili.
Condivido totalmente la puntuale e affatto evasiva presa di posizione di Giancarlo Torricelli quando afferma di ritenere sbagliato agitare unidea astratta e vuota di legalità per affrontare questioni di valenza sociale, come quelle sollevate da occupazioni, sia a scopo abitativo, sia legate a domande di aggregazione che nascono da un grande malessere sociale e da una condizione insopportabile di precarietà che investe fasce sempre più ampie di popolazione ed in particolare i giovani.
Il mio intervento in consiglio comunale di Viterbo del 6 maggio, subito dopo la dimostrazione in aula dei giovani di AN solidali con gli occupanti sgomberati, è stato della stessa natura e si è concluso con una richiesta di approfondimento su tale argomento.
La posizione di Rifondazione Comunista e di tutto il centro sinistra intorno a questa vicenda, è stata a mio modo di vedere, sempre corretta: abbiamo cercato di capire quello che stava succedendo senza mai spendere parole negative contro liniziativa di occupazione. Non mi pare che lo stesso trattamento fu riservato ai giovani che occuparono Valle Faul, da parte della destra molti anni or sono.
Corre lobbligo a questo punto ricordare che le ragazze e i ragazzi del CSOA di Valle Faul sono molti anni che tra mille difficoltà economiche tengono in piedi un centro sociale dove si coltiva e si pratica la cultura della pace e della tolleranza e dove è possibile confrontarsi e ascoltare musica dal vivo fuori dalle logiche mercantili, di scarsa considerazione della donna e di violenza, che spesso permeano alcune discoteche e locali commerciali.
Non mi risulta che la destra, al governo della città di Viterbo da oltre 10 anni, abbia fatto qualcosa per incoraggiare questi giovani.
Non mi risulta che alcun senatore o deputato della Repubblica Italiana, sia di destra sia di sinistra, abbia perorato, con la stessa passione profusa dal senatore Bonatesta per i giovani di destra, la causa di questi giovani.
Per onor del vero non mi risulta, e vale come autocritica, che gli i consiglieri comunali di Rifondazione Comunista delle precedenti consigliature, pur allopposizione, si siano prodigati più di tanto per trovare soluzioni durature per il percorso intrapreso dagli occupanti del CSOA.
A parte il grande lavoro di Peppe Sini, che ha svolto un ruolo fondamentale per promuovere la cultura della pace tra questi giovani compagni, e la vicinanza degli altri consiglieri provinciali Osvaldo Ercoli e Giancarlo Torricelli poche altre figure istituzionali si sono spese per aiutarli a completare il loro progetto.
Ora, con tutto il rispetto per la nascente esigenza di quei giovani di destra che oggi cercano momenti di socialità e di aggregazione fuori dai circuiti commerciali e fuori dalle sezioni di partito, non pensano il senatore Bonatesta e la consigliera comunale Paola Selvaggini che sia più rispettoso nei confronti di altre idee ed esperienze chiedere una soluzione istituzionale per le due realtà, di cui una corre sulla lama del rasoio da circa 15 anni?
Da ciò che scrivono, in particolare la collega Selvaggini, sembrerebbe che in loro prevalga la logica del Mal comune mezzo gaudio ovvero sgombero a destra, sgombero a sinistra e la città resta pulita ad eccezione delle innumerevoli deiezioni canine che tappezzano le vie della città di Viterbo.
Marco Prestininzi
Segretario del circolo di Viterbo del PRC
Consigliere Comunale