Viterbo 5 maggio 2005 - ore 9,30 - Col Filtro - Pur non avendolo mai frequentato direttamente, conosco Americo Mascarucci come persona che negli ultimi anni ha lavorato nello staff di Battistoni presso lAssessorato allAmbiente della Provincia di Viterbo. Quasi mai ho condiviso il taglio politico dei suoi articoli, ma spesso sono stato colpito dal suo continuo richiamo alla correttezza professionale e al rispetto tra avversari politici.
Anche per questa ragione ha suscitato in me rabbia ed indignazione quanto pubblicato dal quotidiano Nuovo Viterbo Oggi mercoledi 4 maggio ed in particolare larticolo di Mascarucci che criminalizza la partecipazione del Centro sociale Valle Faul di Viterbo alla Mayday che si è tenuta il 1 maggio a Milano, accostandola ad episodi di violenza avvenuti a margine di una manifestazione che ha visto sfilare oltre centomila persone, in larghissima misura giovani e giovanissimi.
Non conosco le ragioni per le quali Mascarucci abbia voluto fare del sensazionalismo gratuito sbattendo in prima pagina una notizia falsa, non voglio credere a quanti sostengono che lo abbia fatto strumentalmente soltanto per il rancore che cova nei confronti della nuova maggioranza in Provincia, né a coloro che parlano di un certo nervosismo che serpeggia tra quanti hanno collaborato in passato con un assessorato allambiente sul cui operato proprio in queste ore si allungano ombre e perplessità, ma sta di fatto che questo signore e il giornale che ne ha ospitato larticolo si sono resi responsabili di unoperazione gravissima di sciacallaggio giornalistico, attraverso la quale si è voluto gettare gratuitamente fango sui ragazzi del centro sociale Valle Faul che, da anni, producono iniziativa sociale e culturale, trasformando un posto abbandonato in un luogo di socialità e di aggregazione.
Ma questo probabilmente a Mascarucci non interessa nulla. Quello che gli interessa è creare il mostro e sbatterlo in prima pagina. Alla faccia dellonestà intellettuale e del garantismo di cui si riempie la bocca una certa destra.
Come si fa a pubblicare delle foto dalle quali si evince la semplice partecipazione ad una manifestazione autorizzata e poi, con un salto logico, accostare quella partecipazione e quelle persone a piccoli episodi di violenza avvenuti ai margini di quella grande parata? Quali sono le foto dalle quali si evince un nesso tra i ragazzi di Valle Faul e le vetrine imbrattate? Ho il sospetto che non esistano.
Come faccio ad essere così sicuro? Ho partecipato insieme ai ragazzi di Valle Faul alla street parade di Milano, in una sfilata colorata, gioiosa, carnevalesca (con tanto di carri mascherati ), dove non cera posto per il clima plumbeo descritto da Mascarucci (a proposito, ma larticolista era a Milano o ha costruito la notizia per sentito dire? ), e dove gli stessi episodi di violenza, comunque da condannare, sono stati marginali ed irrilevanti.
Il centro sociale Valle Faul che aveva al seguito anche alcuni bambini, insieme ad altri soggetti viterbesi che da tempo si interrogano e si confrontano su una condizione sociale di precarietà ormai insopportabile (diffusa a piene mani anche alla Provincia di Viterbo dagli amici politici di Mascarucci ), ha partecipato con il proprio camion, la propria musica, il proprio striscione (quello pubblicato con tanta ingiustificata enfasi), ad un appuntamento europeo di lotta alla precarietà che ormai si ripete da anni. Se i ragazzi di Valle Faul sono responsabili di qualcosa allora lo sono anche io, dal momento che abbiamo fatto le stesse cose!
Questa è la verità, il resto appartiene alla fantasia (...) di chi pensa di poter utilizzare impunemente i potenti mezzi dellinformazione per speculare politicamente e per giocare con i destini e le vite delle persone.
Chi risarcirà adesso i ragazzi del Centro sociale per il grave danno di immagine subìto? Io non so se ci saranno azioni legali, ma mi dichiaro fin da subito solidale e disponibile a testimoniare per come sono andate realmente le cose a Milano domenica scorsa.
Quanto alla cattiva pubblicità per la Città dei Papi, Mascarucci, più che del Centro sociale, dovrebbe preoccuparsi (e magari farci una bella inchiesta giornalistica) dello scandalo dei rifiuti speciali che ha investito il territorio provinciale portando Viterbo alla ribalta delle cronache nazionali, rispetto al quale il suo ex assessorato, nonostante le nostre denunce e sollecitazioni, non ha visto, non ha sentito e non ha parlato.
Giancarlo Torricelli
Rifondazione comunista