Viterbo 5 maggio 2005 - ore 9,30 - Senza Filtro - Gli accordi politici raggiunti in queste ultime ore tra la il Presidente della Provincia e i rappresentanti della lista civica Tuscia mettono in dubbio laffidabilità del centrosinistra alla guida della politica viterbese e la credibilità di un rinnovamento di prassi e pratiche politiche ; mettono in crisi lattendibilità di un progetto di governo Provinciale trasparente e partecipato dai cittadini.
Confermano la volontà di dare seguito al progetto neocentrista intrapreso della Margherita a livello Nazionale con la candidatura e lelezione nella città di Venezia, di Massimo Cacciari candidato dalla Margherita e Udeur e eletto con lappoggio di una parte dei DS, e con quello del centrodestra Veneziano, al quale lo stesso il Cacciari ha promesso lesclusione di Verdi, Rifondazione e movimenti, dal governo della Città.
In modo diverso ma con lo stesso progetto si sono comportati la Margherita e una parte dei DS Viterbesi, già prima della campagna elettorale con le offerte di candidatura allassessore di Forza Italia Santucci e a quelle forze in fuga dalla naufragante nave del Cavalier Berlusconi; per raggiungere il loro scopo hanno rotto lunità a sinistra e ogni possibilità daccordo al primo turno con Verdi e Rifondazione, unità che avrebbe invece dato la possibilità al centrosinistra di una vittoria al primo turno.
Mentre nel resto delle regioni dItalia si realizza la liberazione dal Berlusconismo e dalla sua politica di destra, mentre anche la Puglia, bistrattata Regione del sud, fa la sua scelta radicale di cambiamento; nella nostra Provincia si torna al passato riesumando vecchie pratiche democristiane, si torna alla politica dei capibastoni che approfittando dello stimolo elettorale degli elettori stufi delle politiche liberiste e conservatrici, ingaggiano personaggi della Vecchia Repubblica, campioni di spregiudicato trasformismo politico, sempre pronti a saltare sul carro del vincitore cambiando casacca da bianconera a biancorossa e viceversa ogni qualvolta fiutano la possibilità di avere una fetta di potere politico.
I comunisti Viterbesi non possono accettare questi metodi politici, devono alzare alta la voce per dire al presidente Mazzoli che essi rifiutano ogni ipotesi daccordo di tale genere, ricordandogli che lui può sedere su quellalto scranno solo perché: pur leggendo chiaramente tutti i segnali di quel progetto neocentrista, abbiamo praticato lodiosa massima coniata da Montanelli di votare turandosi il naso, ma che non siamo disponibili a supportare una pratica politica che tende a rimettere in gioco le forze conservatrici che tanto danno hanno fatto a questa provincia negli ultimi due lustri.
Il Consigliere Comunale di Rifondazione Comunista
Angelo Bellucci