Viterbo 3 maggio 2005 - ore 16,30 - Senza Filtro - Viterbo.25 Aprile, ore 10 c.a.
Quando un gruppo di facinorosi intona Bella Ciao durante un discorso del sindaco Gabianelli apparentemente rispettoso dei valori e degli ideali della Resistenza.
Forze politiche del centro sinistra e quotidiani locali ci hanno definito facinorosi; col suddetto termine,tanto per chiarire, sintende chi compie azioni violente. Eppure di atti violenti o intenti distruttivi non ve nè stata traccia. Così come non cera alcun riferimento diretto al sindaco né tantomeno intenti propagandistici.
Bella ciao, questo il nome del canto (da voi) incriminato,rientrava pienamente nello spirito della giornata, dacché veniva cantato dai partigiani. Ecco come ha condiviso la nostra versione dei fatti il segretario e portabandiera del Comitato Provinciale dell'Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) Silvio Antonini: Spontaneo, da un gruppetto di ragazzi dei collettivi delle scuole superiori, si è levato subito il canto di Bella Ciao al quale io ed altri antifascisti ci siamo aggiunti. Quei ragazzi chiaramente sono sinceri, non conoscono ancora gli intrallazzi, gli inciuci e le ipocrisie delle anguille da amministrazione locale.
Unamministrazione locale che ormai da anni non tratta con giusto rilievo la ricorrenza della Liberazione, una festa che, ricordiamo, non è di pochi, e di cui non pretendiamo assolutamente lesclusiva. Ecco un esempio lampante del poco interesse dimostrato, come lAnpi ha giustamente denunciato: Ci sono due particolari sotto gli occhi di tutti: la lapide agli ebrei viterbesi deportati e uccisi nei campi di sterminio che è stata posta a via della Verità a diversi metri da terra, invisibile ad occhio nudo (vera e propria provocazione della giunta comunale) e la lapide che era posta al fianco della tabaccheria di Piazzale Gramsci, su quelle mura abbattute lo scorso anno con quellopera di sventramento che fa venire i brividi.
Una lapide che ricordava tre cittadini innocenti, trucidati senza motivo dai tedeschi in ritirata, l8 Giugno 44. Ebbene, senza tanti complimenti, quella lapide è stata tolta e mai più ripristinata. I consiglieri di minoranza, coinvolti da quanti ci eravamo accorti del fatto, hanno chiesto spiegazioni allamministrazione comunale che ha promesso limmediato ripristino della targa. Era Settembre, sono passati 7 mesi e di questo ripristino non vè traccia.
Definirci estremisti solamente per aver intonato Bella Ciao e trattare come una curiosità di poca importanza gesti fortemente antisemiti e intimidatori dei veri facinorosi è paradossalmente ridicolo.
Basta anche vedere come i tutori della legalità abbiano affrontato la situazione: siamo stati ripresi e fotografati mentre manifestavamo, esercitando un nostro diritto. Mentre cè ancora chi, in questa città, utilizza metodi palesemente fascisti. Ultimo esempio, ma solo in ordine cronologico, la messa in memoria di Benito Mussolini tenutasi il 28 Aprile scorso nella chiesa di Piazza Verdi, per non parlare di tutte le scritte razziste ed antisemite visibili un po ovunque in città.
E questa la democrazia scaturita dalla Resistenza di cui tanto si vantano?
Abbiamo deciso di intonare quel canto come un monito, per porre lattenzione sul pericolo che sta correndo la nostra costituzione, e la libertà di tutti noi di conseguenza. Un messaggio che in pochi sono riusciti a cogliere. E se difendere questo diritto ci fa etichettare come estremisti siamo orgogliosi di esserlo.
Il Collettivo Cantiere Aperto