Viterbo 31 maggio 2005 - ore 12,40 - "Non avrei mai voluto dare mio figlio alla patria". Rabbia e dolore nelle parole del padre di Marco Cirillo, Luigi, anche lui militare, sposato con la figlia di un militare. Parole quelle di Cirillo riferite dal sindaco di Viterbo, Giancarlo Gabbianelli, mentre lascia l'abitazione a Bagnaia.
Luigi Cirillo ha detto al sindaco che Marco, 29 anni, "faceva il mestiere che aveva sempre voluto fare, quando ha deciso di entrare nell'Esercito, io l'ho sostenuto e incoraggiato, la sua morte, però, era l'ultima cosa che mi sarei aspettato".
Massimiliano Biondini, di Bagnoregio, aveva chiesto di rientrare in Italia venerdì per partecipare alle nozze di suo fratello Claudio, poliziotto, che si sarebbero dovute svolgere sabato. Ora la celebrazione è stata rinviata. I genitori di Massimiliano sono separati, entrambi vivono a Bagnoregio: ora sono distrutti dal dolore. Forze dell'ordine e uomini dell'esercito presidiano entrambe le abitazioni per impedire che giornalisti e curiosi si avvicinino.
''Secondo me non ha senso mandare questa gioventù laggiù. E poi questa volta Massimiliano non ci voleva andare. Per altre missioni era stato entusiasta, ma questa volta non gli andava. Chissà perché''. Dichiara lo zio del maresciallo capo Biondini.
In questo momento prevale lo sgomento e il dolore. E' la prima volta che muore un cittadino di Bagnoregio, anche se altri erano stati impegnati in missioni con l'esercito. Massimiliano lascerà un ricordo bellissimo in tutti i suoi amici, perché era un ragazzo serio, innamorato del suo lavoro''. Il sindaco di Erino Pompei commenta così la morte del giovane concittadino.