Viterbo 27 maggio 2005 - ore 0,20 - Senza Filtro -La direzione generale della ASL di Viterbo sta perpetuando una eutanasia programmata dellospedale Andosilla (e di altri presidi periferici), come viene dimostrato ampiamente dalla forte riduzione delle piante organiche e dalla chiusura progressiva di servizi fondamentali.
Oggi, alla vigilia della sostituzione di Cisbani e con una nuova politica sanitaria in via di impostazione a livello regionale, la ASL sta portando a termine due manovre che mineranno le potenzialità del laboratorio analisi dellAndosilla (una struttura che effettua 450.000 esami annuali dei circa due milioni realizzati a livello provinciale!!!) e contribuiranno a ridurre i servizi offerti dallospedale civitonico.
Primo atto
Cisbani sta procedendo con sospetta velocità verso laggiudicazione di una gara per lacquisto di reattivi per laboratorio. Una gara del valore di trentadue miliardi delle vecchie lire, che obbligherà la ditta vincitrice a fornire i reattivi per sette anni (più tre rinnovabili). Il tutto è finalizzato allaccentramento a Belcolle. Infatti, per alcune specifiche analisi di laboratorio, la struttura civitonica non sarà più competente. Passeranno a Viterbo gli esami per la tiroide, i markets tumorali, lendocrinologia, le epatiti e la batteriologia e altre specialistiche: in pratica, il 50% dellattuale diagnostica realizzata dal laboratorio dellAndosilla. Il tutto a vantaggio del reparto analisi di Belcolle che, a oggi, non è stato ancora ultimato, tanto che, nel bando, la ditta vincitrice dovrà occuparsi anche delle opere murarie e degli arredi!!!
Con laggiudicazione di questo bando, che mostra una evidente carenza a livello di parametri qualitativi, gravi saranno le conseguenze per i cittadini che si rivolgono al laboratorio analisi dellospedale civitonico, con una pericolosa dilazione dei tempi di attesa per la refertazione. E questa preoccupazione, aumenta ancor più se si pensa allaumento dei tempi di attesa per le persone ricoverate.
Infine, tanto per chiarire lapprossimazione con cui Cisbani sta per chiudere in fretta e in furia il bando, è bene fare presente che tutto ciò che non sarà possibile analizzare a Viterbo sarà inviato a un apposito centro privato accreditato.
Secondo atto
Dal 6 giugno, saranno attivati i famigerati Point of Care (oltre a Civita Castellana, anche a Tarquinia, Montefiascone e Acquapendente), i punti di diagnostica decentrata, delle macchine semplificate per le analisi. Con la loro introduzione, saranno gli infermieri del Pronto Soccorso e non più i tecnici del laboratorio di analisi ad effettuare la refertazione.
Questo, tutti i giorni, dalle ore 14 alle ore 8 del giorno dopo e per le intere ventiquattro ore nei giorni festivi.
Anche in questo caso, le preoccupazioni sono tante. Innanzitutto queste strumentazioni sono meno affidabili di quelle in dotazione al laboratorio analisi e, poi, il tutto avverrà senza il collegamento on-line con Viterbo per la validazione del referto.
Cè da considerare, inoltre, che questa nuova organizzazione rappresenterebbe un aggravio per il personale del Pronto Soccorso, già alle prese con organici e spazi ridotti, con le urgenze di reparto e quelle del 118 e con decine di accessi giornalieri.
Con una nota del direttore sanitario Macchia, poi, si arriva allincomprensibile: un tecnico di laboratorio, durante lesecuzione dellanalisi al Point of Care, fungerà da supporto allinfermiere. Cosa vuol dire questo? Che ci sarà un tecnico reperibile? Se sì, perché non lasciare lincarico al reparto analisi senza aggravare i costi dellazienda comprando macchinari inutili?
Inoltre, con questo assetto e con esami meno attendibili rispetto a quelli realizzati dal reparto, sarà impraticabile lattività dei reparti di Ostetricia e di Chirurgia e saranno messi a rischio i controlli necessari ai dializzati che effettuano le sedute nel pomeriggio.
E da precisare che tutte queste manovre allestite da Cisbani & company stanno procedendo speditamente e in assenza di accordo sindacale, sia del comparto che dei medici.
Considerato che queste scelte sono a tutto vantaggio dei laboratori e della sanità privata, che esse si stanno ultimando in un periodo di transizione tra la fine del mandato dellattuale direttore generale e lingresso della nuova direzione e considerato soprattutto che, se attuate, tali direttive provocherebbero la sostanziale chiusura dei servizi periferici, chiediamo lintervento urgente del Presidente della Giunta Regionale e dellAssessore regionale alla Sanità per impedire che ciò avvenga e per ribadire che la salute è un diritto e non una merce.
Ivano Peduzzi Capogruppo PRC Regione Lazio
Mario Ricci Segretario Federazione PRC Viterbo
Massimo Miccini Consigliere Provinciale Viterbo PRC
Danilo Corazza Capogruppo PRC Comune Civita Castellana