Viterbo 26 maggio 2005 - ore 12,20 -Senza Filtro - Le dichiarazioni del presidente di Alleanza Nazionale in ordine al voto sui referendum del 12 e 13 giugno hanno avuto grande rilievo per l'autorevolezza di chi le ha pronunciate, ma non modificano certamente l'impostazione e la decisione di chi, in assoluta libertà di coscienza, aveva deciso di non andare a votare utilizzando tale procedura per non far approvare i quesiti referendari.
E questa era e rimane la mia posizione, sin da quando ho espresso il mio voto favorevole alla Legge n. 40, pur essendo consapevole che tale provvedimento non è certo il migliore possibile, ma ha il grande pregio di normare per la prima volta il grande caos in cui ci si è dibattuti per decenni.
La possibilità, offerta dalla legge sulla fecondazione medicalmente assistita, di porre limiti non alla ricerca, ma alla sperimentazione che non abbia fini certi ed eticamente condivisibili, unita al grande aiuto che con essa si offre alle coppie che vogliono una speranza di poter diventare madri e padri, rappresenta la migliore e più giusta risposta a queste duplici richieste, entrambi meritevoli di accoglimento.
Il richiamo del Presidente Fini e di tutta la dirigenza di AN alla libertà di coscienza, questo vuole significare: non dare una indicazione politica ai propri iscritti e sostenitori, ma certamente ricordare i Principi ed i Valori a cui la Destra italiana si ispira.
Valori che vedono la famiglia, la vita, il concepito, al centro della nostra concezione ideale e che ci portano a difendere una visione del mondo nello stesso tempo rispettosa della modernità e del progresso scientifico, ma sempre con l'Uomo in posizione prioritaria.
Per questo, libero nella coscienza, coerente con la posizione assunta da legislatore, ma soprattutto convinto di difendere questi principi, il 12 e 13 giugno non andrò a votare.
Marcello Meroi