Viterbo 23 maggio 2005 - ore 20,20 - Senza Filtro - "Esprimo soddisfazione per le importanti rivelazioni circa i risultati della ricerca, tenuta segreta dalla multinazionale Monsanto, sugli inquietanti effetti del mais transgenico Mon 863. E' scontato che ora, scoperti gli altarini, arrivino le reazioni della lobby Ogm ma, per quanto mi riguarda, in quelle rivelazioni trovo la conferma più lampante delle mie convinzioni". Lo afferma il senatore Michele Bonatesta, presidente della federazione provinciale di AN.
"Da sempre -ricorda Bonatesta- mi sono dichiarato contrario all'introduzione degli Ogm, se non altro per il principio di precauzione, che nel dubbio sulla nocività per l'uomo di questi prodotti impone di scegliere le soluzioni che garantiscano e tutelino la salute pubblica. Una posizione, la mia, che ho ancor più rafforzato dopo l'istruttiva ed illuminante visita compiuta negli Usa, anche negli stabilimenti della Monsanto, con la commissione Agricoltura del Senato. Da allora, con il mio impegno, -continua il senatore- ho contribuito in maniera determinante all'adozione, da parte di AN e del ministro Alemanno, di una linea politica improntata, appunto, al rispetto del principio di precauzione. La mia, insomma, è stata una battaglia iniziata a livello personale che poi ha ricevuto il conforto della posizione del partito e del ministro".
"Una battaglia -aggiunge l'esponente di AN- che assume connotati ancor più rilevanti laddove è volta anche a difendere la biodiversità e la tipicità delle produzioni della nostra terra, del Viterbese. Dunque una battaglia non solo a salvaguardia della salute pubblica, ma anche della nostra agricoltura e della nostra economia. Una battaglia -incalza il senatore- che certo non si è esaurita: ora si tratterà di contrastare i colpi di coda di chi ha forti interessi economici nel campo degli Ogm. E si tratterà di spiegare che la soluzione per il grave e grande problema della fame nel mondo, -conclude Bonatesta- non può essere individuata nell'eliminazione (attraverso gli Ogm) di quelli che hanno fame".