Viterbo 23 maggio 2005 - ore 9,20 - Senza Filtro - Intendiamo intervenire sulle vicissitudine che hanno caratterizzato il recente passato e che influiranno sul prossimo futuro di Forza Italia nella provincia di Viterbo.
Siamo amareggiati dal silenzio assordante scaturito a margine dei negativi risultati elettorali dello scorso aprile e della scelta di non aprire un dibattito atto a produrre una piattaforma programmatica ed organizzativa capace di condurre gli amministratori ed i dirigenti locali azzurri a contrapporsi alle forze del centro sinistra nei prossimi impegni elettorali.
Interpretiamo loperazione di Santucci di aderire al Gruppo Misto della Provincia come la volontà di lanciare un sasso nello stagno dellindifferenza, proprio per aprire una discussione sui meccanismi che dovranno garantire la partecipazione al momento decisionale dei tanti amministratori del territorio e dei locali responsabili del movimento politico; per riaffermare con forza che il dibattito precedente allindividuazione del candidato Presidente alla Provincia non era basato sul merito dei singoli candidati, bensì sul metodo adottato per raggiungere tale indicazione; per evitare, di nuovo, che una élite di dirigenti, non coinvolgendo le tante risorse del territorio, possa mal interpretare lo stato di salute e lumore dellorganizzazione.
Questo è successo nel percorso di avvicinamento alla campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Provinciale e Regionale; si è ritenuto, sbagliando, di poter fare a meno dei consigli e dei suggerimenti della base, che lamentava un deficit di partecipazione ai momenti decisionali.
Le (mancate) azioni successive alla recente sconfitta elettorale sembrano testimoniare che la classe dirigente del partito non abbia tratto insegnamento da tali avvenimenti.
Sembra quasi di percepire la paura di organizzare un incontro provinciale per il terrore che possa trasformarsi in una resa dei conti. Nulla di più lontano dalla realtà e, daltronde, se anche si aprisse un dibattito interno, non bisogna mai avere il timore di ammettere di aver sbagliato alcune considerazioni, perché confessare di aver avuto torto equivale a dire in altre parole, che oggi si è, inevitabilmente, più saggi di ieri; individuati i passi falsi commessi si ha, così, lopportunità di determinare le eventuali azioni correttive da intraprendere.
Invece, si continuano ad organizzare incontri e riunioni fra i propri amici di partito non considerando il bisogno di esercitare una immediata azione che possa poter condurre tutti ad una comune condivisione degli obiettivi.
Bisogna superare le interne contrapposizioni, perché, spesso, nei partiti riesce più difficile vivere con quelli che ne fanno parte, che agire contro quelli che ne sono avversi.
Ricordare che un partito non è fine a se stesso; un partito è lorganizzazione della volontà degli aderenti che ha un certo programma con un certo spirito; che viene da concetti superiori a quelli che possono muovere la vita quotidiana e, soprattutto, le simpatie e le antipatie personali.
Ora, per riaccendere la passione dei tanti militanti e dirigenti, si é ritenuto opportuno sostituire i responsabili politici regionali che più di ogni altro avevano, sicuramente, il torto di rappresentare il recente passato, condito di scelte verticistiche non partecipate che la base del partito si vedeva ricadere come imposizioni provenienti dallalto.
La speranza è che tale cambiamento di rotta possa essere recepito anche dai quadri provinciali del partito, evitando che la presa di posizione di Santucci non rimanga isolata e non si trasformi in un allontanamento di molti azzurri dalla casa provinciale di Forza Italia, per evitare che le macerie provocate dagli attuali proprietari possano coinvolgere i tanti innocenti condomini.
ALLEANZA DELLA BASSA TUSCIA
LUCIANO SESTILI
SINDACO DI CALCATA
MICHELE DI MARIO
COORD.COMUNALE DI FALERIA