Viterbo 23 maggio 2005 - ore 14,20 - Senza Filtro - Se siparietto cè, questo è solo il siparietto della politica, ma della politica con la p minuscola.
Quella che ormai ha perso ogni dignità e che allontana sempre di più la gente, quella che fa si che siano sempre di meno coloro che vanno a votare, quella che sempre di più consiglia di allontanarsi dalla politica a quanti vi si erano dedicati, sino a questo momento, con serietà, trasparenza, dedizione, nellinteresse generale e non in quello particolare e personale.
Inizia così la nota diffusa questa mattina alla stampa del senatore Michele Bonatesta, presidente provinciale di Alleanza Nazionale, che interviene nella polemica aperta dalle dimissioni del dott. Bruno Barra da presidente dellAter prendendo spunto dalle dichiarazioni del membro del CDA dellente in questione Fabio Scalzini.
Avrei preferito non intervenire nella vicenda - spiega il senatore Bonatesta- ritenendo che le dimissioni del presidente dellAter dovessero rimanere nellambito tecnico nel quale lo stesso dott. Barra molto opportunamente e correttamente aveva deciso di doverle circoscrivere. Così non è stato sia nella replica del direttore generale Ugo Gigli (che ha ritenuto di dover richiamare determinati collegamenti politici del suo presidente), così non è stato da parte di Fabio Scalzini che addirittura ha ritenuto di dover banalizzare un serio je accuse tecnico-istituzionale circoscrivendolo ad un unico episodio per di più abbastanza marginale.
La verità è che -prosegue il presidente provinciale di Alleanza Nazionale- lavvento del dott. Barra alla guida dellAter (ex IACP per i non addetti ai lavori) è andato a scontrarsi con una conduzione egemonica dellente da parte del suo direttore generale. Aver cercato di rompere una tradizione che nulla aveva a che vedere con le regole scritte che attribuiscono ruoli e responsabilità differenti a secondo del posto occupato, ha creato fastidio a chi per anni aveva lavorato a creare un ordine precostituito per una gestione incontrollata. E gestione incontrollata non vuol dire necessariamente contro le regole.
Lo scontro tra Ugo Gigli e il dott Bruno Barra è nato quindi solo dallo scontro tra due modi differenti di considerare la gestione della cosa pubblica, da una differente interpretazione di quelli che devono essere i ruoli istituzionali. Questo scontro di tipo istituzionale, di competenze e responsabilità nelle scelte e nelle guide anche di carattere politico, ha portato ai risultati denunciati dal dott. Barra e nessuna meraviglia deve esserci che questultimo la denuncia di quanto avvenuto durante il suo mandato la abbia fatta solo oggi, al termine dello stesso. Peggio sarebbe stato se non lavesse fatta mai o se lo avesse fatto a scadenza naturale del mandato.
La lettura in chiave politica sarebbe stata ancora peggiore di quella che, strumentalmente, oggi cerca di dare chi è sempre stato dalla parte di quella che possiamo considerare una tradizione non scritta e quindi non sempre conforme alle regole scritte. Il dott. Barra ha denunciato quelle che a suo avviso (e non solo a suo avviso) sono state forzature, -conclude il senatore Bonatesta- sono state carenze e responsabilità che hanno impedito un migliore funzionamento dellAter.
Il dott. Barra, quindi, oggi non deve essere attaccato per questo suo atto di accusa nei confronti di chiunque si tratti ma dovrebbe essere solo giudicato e, eventualmente, ringraziato per quello che ha fatto o ha cercato di fare. Nessuno può negare, se non è in malafede, che lex IACP durante la presidente Barra ha avuto il suo momento migliore.
Penso ne sappiano qualcosa gli inquilini che hanno sempre avuto risposte puntuali ed impegni precisi. Per questo, se non altro, andrebbe ringraziato e per questo io li ringrazio a nome dei tantissimi viterbesi che ne hanno condiviso lo spirito con il quale ha gestito il suo incarico. Il resto, se resto dovrà esserci, lasciamo che siano altri ed in altre sedi a valutarlo. Grazie dott. Barra!.