Viterbo 22 maggio 2005 - ore 0,20 - Senza Filtro - Ugo Gigli diventa assessore provinciale con il centro sinistra e come un meccanismo ad orologeria politica, perfetto, da far invidia agli svizzeri, esplode la polemica tra il direttore delle case popolari ed An.
Apprendendo dalla stampa che lex presidente dellAter si definisce mobbizzato, sorge spontanea una domanda: da quando? Dalla vittoria del centro sinistra dellaprile scorso o dal momento dellinsediamento del cda dellAter avvenuto nel novembre 2003? E nel secondo caso viene ancora da chiedersi: perché solo ora questa denuncia di difficoltà assoluta ad operare che sarebbe stato nellinteresse di tutti denunciare fin dallinizio?
A mio avviso il presidente Barra non avrebbe dovuto chiudere questo finto sipario con le dimissioni, giunte peraltro dopo linsediamento del consiglio regionale, quando di fatto il cda dellAter, ai sensi della legge 30/2002 resta ancora in carica per un massimo di 45 giorni.
Ma soprattutto non avrebbe dovuto farlo nel modo vergognoso in cui invece lha fatto durante il cda del 18 maggio.
E bene che si sappia infatti, che per arrivare a colpire Gigli, volendo essere inappuntabile, il presidente Barra ha chiesto la decadenza dalla carica, ribadisco, a consiglio praticamente scaduto, di un consigliere assente per 4 volte consecutive perché sottoposto ad un delicato intervento chirurgico allestero. E questo, senza nemmeno il buon gusto (non laspetto formale ma il rispetto per la malattia) di preavvertirlo.
E ovvio che non intendo fare il nome del consigliere, ma Marcoaldi, e Riccardi cioè gli altri consiglieri presenti, mi correggano se dico inesattezze. Aggiungo anche qui, senza timore di smentita, che lottimo presidente del collegio dei revisori Dott Sarcina Staffa, di fronte a tale defenestrazione, motivata dal presidente Barra con tanto di richiamo alla legge, ha letteralmente detto raccomando al presidente una interpretazione estensiva della norma a cui si richiama.
Ma quando mai si è vista una cosa del genere, quale magistrato della corte dei conti prenderebbe in esame un caso di mancato decadenza di un consigliere di un cda scaduto, assente per un trapianto di fegato in America?
Vorrei chiedere a Barra: se Gigli oggi non fosse assessore con il centro sinistra, avresti ugualmente teso quella trappola al consigliere di cui in oggetto, peraltro esponente della tua stessa coalizione?
Ha detto Barra di aver visto cose che non vedeva dai tempi di Craxi, sarebbe stato più corretto dire dai tempi di De Mita o Andreotti trattandosi di una vicenda tra 2 democristiani ( lui e Gigli).
Mi permetto di parlare così perché, e Barra lo sa bene, durante il consiglio del 18 maggio, presenti 4 su 7, in una logica di maggioranza ed opposizione, me ne sarei potuto andare facendo venir meno il numero legale ed invece sono rimasto cercando di mettere la mia autonomia personale davanti alla logica degli schieramenti politici e volendo dimostrare, rispetto per listituzione anzitutto.
La realtà dellAter è che dopo linsediamento nel novembre 2003, Barra ha fatto del tutto per cambiare il direttore generale, non essendoci riuscito avrebbe dovuto assumere un atteggiamento improntato alla prudenza ed allo spirito di collaborazione, mettendo nel conto che ad un direttore che sta li da 27 anni la struttura risponde pienamente.
Ma questo Barra non lo ha fatto.
Ai posteri la sentenza.
Consigliere cda Ater
Fabio Scalzini