Viterbo 21 maggio 2005 - ore 0,20 - Senza Filtro -"Sulla questione dei referendum contro la legge in materia di fecondazione artificiale stiamo assistendo ad un brutto spettacolo da parte della politica. O, perlomeno, di una certa politica". Ne è convinto il senatore Michele Bonatesta, componente della direzione nazionale di AN e membro della commissione di Vigilanza sulla Rai e del Comitato parlamentare bipartisan "Non votare!", che si batte per l'astensione.
"Ci si riempie la bocca -osserva Bonatesta- del principio della libertà di coscienza, ma che vuol dire? La coscienza o la si ha sempre o non la si ha mai, non la si può avere ad intermittenza. Mi rivolgo a quelli che, in Parlamento, approvarono la legge 40. Qualcuno, allora, -chiede l'esponente di AN- vi obbligò? O votaste secondo coscienza? Io votai secondo coscienza. E adesso, coerentemente con la mia coscienza, che non può essere cambiata in soli 15 mesi, difendo la legge e mi astengo dai referendum. Voi perché non fate altrettanto? Cos'è cambiato in questo brevissimo lasso di tempo?"
"Posso capire chi, in Parlamento, -aggiunge il senatore- presentò degli emendamenti che non passarono e quindi alla fine votò contro la legge 40. Posso capire che poi abbia approntato delle proposte di modifica e le abbia inserite nei quesiti referendari. Ai quali ora, dunque, vota, coerentemente, sì. Ma chi votò a favore della legge? Quand'anche, in appena 15 mesi, avesse cambiato idea, altro non dovrebbe fare che presentare delle proposte di modifica della legge in Parlamento, astenendosi dai referendum. Se invece -conclude Bonatesta- delega allo strumento referendario l'intervento sulla normativa, si squalifica e si delegittima da solo".