Viterbo 20 maggio 2005 - ore 1,20 -Senza Filtro -Rispetto ad altri territori vicini, la Tuscia sconta un pesante ritardo: quello di non essere stata capace di attrezzarsi nel fare sistema; di non aver mostrato determinazione per valorizzare le proprie risorse, capacità e professionalità; di non essersi saputa unire su alcune grandi questioni che non sono di destra o di sinistra, ma di tutti.
Una diagnosi, quella indicata dal Presidente della Provincia Alessandro MAZZOLI, che ha trovato concorde la vasta platea di piccoli e medi imprenditori presenti mercoledì sera allincontro promosso dalla Federlazio, che si è svolto nella sede dellassociazione a Palazzo Antisari.
Scopo delliniziativa - come ha tenuto ad illustrare il Presidente della Federlazio, Lorenzo GRANI, introducendo i lavori - quello di avvicinare le istituzioni ai problemi veri, reali del territorio, dando voce alle istanze ed alle aspettative di tanti imprenditori e rafforzando il rapporto di fiducia con lAmministrazione Provinciale, chiamata a farsi cabina di regia della concertazione per il rilancio economico e sociale che tutti ci attendiamo.
Uno spirito apprezzato e condiviso senza riserve da MAZZOLI secondo il quale governare un territorio significa ricercare quotidianamente il confronto con i soggetti economici, sociali e culturali e con essi sviluppare un discorso e la possibilità di condivisione delle scelte, sulla base del mandato ricevuto.
Nel documento presentato in campagna elettorale ai cinque candidati alla presidenza della provincia di Viterbo ha affermato ancora GRANI la Federlazio aveva evidenziato le direttrici lungo le quali dovrà necessariamente svilupparsi nel prossimo quinquennio lazione della nuova Amministrazione provinciale per colmare lacune e ritardi: sistema infrastrutturale, competitività delle imprese, occupazione e politiche formative, questioni ambientali, e, non ultimo, lo stato di chiusura del sistema economico viterbese rispetto ai mercati internazionali.
La ricerca del dove e come intervenire in concreto, a giudizio del Presidente della Federlazio di Viterbo, poggia, tra laltro, sulla convinzione che gli imprenditori che rappresentiamo avvertono il dovere non solo di gestire al meglio le loro aziende, ma anche, come singoli e come Associazione di rappresentanza, di contribuire a colmare i pesanti ritardi del territorio in cui vivono ed operano.
Una voglia di partecipazione attiva che è ulteriormente emersa nel corso del vivace e franco dibattito che si è sviluppato tra il presidente MAZZOLI e i numerosi partecipanti che hanno voluto alternarsi nel porre domande, illustrare aspetti e difficoltà del fare impresa in questa provincia, proporre possibili soluzioni per problemi vecchi e nuovi.
Particolarmente accentuato, nei ripetuti interventi che hanno animato il dibattito, è stato il tema della formazione professionale e degli elevati costi attualmente sostenuti dalle aziende che devono farsene carico, perché non si trovano persone con competenze adeguate da inserire subito nel ciclo produttivo.
E su questa pressante esigenza si è incentrata in modo particolare lattenzione di Alessandro MAZZOLI.
Attraverso le nuove deleghe della Provincia ha sostenuto il presidente della Provincia di Viterbo milioni di euro allanno devono essere utilizzati in maniera mirata: la priorità è formare delle persone che siano collegate alle esigenze del mondo produttivo locale.
Tre le questioni essenziali su cui la nuova Amministrazione provinciale intende puntare con decisione: il Centro Merci di Orte, il Contratto darea di Tarquinia e Montalto di Castro, il Distretto Industriale di Civita Castellana per il cui rilancio competitivo va aperto subito il confronto tra Provincia, Regione Lazio, Presidenza del Consiglio dei Ministri e le Forze del territorio.
Concertazione ha sostenuto Alessandro MAZZOLI non significa il semplice tavolo delle parti sociali in cui si discute di teoria dello sviluppo, bensì la capacità di mettere insieme i soggetti, di fissare insieme gli obiettivi che riteniamo essenziali, stabilire percorsi e tappe su cui ognuno sarà chiamato a fare la sua parte: in tal modo ci vincoliamo e controlliamo reciprocamente, pur nel rispetto del ruolo e dellautonomia di ognuno.
Il percorso aperto dalla Federlazio, con il documento presentato e lincontro odierno ha concluso MAZZOLI è in questo senso molto importante.