Viterbo 20 maggio 2005 - ore 1,20 -Barra non è riuscito mai ad accettare che allAter il rappresentante legale è il direttore generale, mentre il presidente è semplicemente il rappresentante istituzionale, formale. Ugo Gigli assessore provinciale e direttore dellAter, liquida così la polemica sollevata da Barra con le sue dimissioni.
Daltra parte è la legge che prevede i ruoli allinterno dellAter. Io non ci posso fare nulla - continua Gigli -. Capisco Barra che ora si trova orfano di Storace, senza più neppure un consigliere regionale del suo partito. Questa nuova situazione lo disturba e lo porta a creare polemiche prive di senso. Tanto da dire cose non esatte. Non è vero, infatti, che guadagno 300 milioni. E poi non si preoccupi Barra: se non mi tocca non prenderò il rimborso per la carica di assessore. Anche se non credo che le cose stiano come lui paventa. Insomma tranquillo, non sono abituato a prendere ciò che per legge non mi è dovuto. Il nervosismo di Barra è evidente. Ha emanato centinaia di direttive anche su quisquilie, tanto da mettersi in contrasto con tutta la dirigenza dellAter.
Una cosa che non era mai accaduta. Per quanto mi riguarda da quando sono direttore generale dellAter ho sempre lavorato con presidenti di altri partiti e sono sempre andato daccordo. Tutti mi hanno sempre stimato. Questa è la prima volta che si crea una situazione di questo tipo. Comunque sono abituato alle uscite del presidente. E non mi danno più nessun fastidio. Quello che mi dà fastidio sono certi atteggiamenti tenuti con persone come il consigliere Nello Liberati che il presidente voleva sospendere dalla carica. Insomma sono queste le cose che non sopporto. Questo uso erroneo delle proprie prerogative.