Viterbo 19 maggio 2005 - ore 0,20 - Il 26 luglio si celebrerà presto, forse già da quest'anno, la Festa dei nonni italiani. Il Senato, infatti, ha approvato, in prima lettura, il disegno di legge che la istituisce, di cui il senatore Michele Bonatesta, presidente della federazione provinciale di AN, è cofirmatario.
"Se a Montecitorio l'approvazione sarà rapida, -sottolinea Bonatesta- il prossimo 26 luglio i nipotini d'Italia potranno festeggiare i loro nonni, che in Italia sono sempre più numerosi, grazie all'aumento della vita media. La data -spiega il senatore- è stata scelta per un motivo preciso: il 26 luglio si festeggia Sant'Anna, madre di Maria e dunque nonna di Gesù. La tradizione vuole che sia diventata madre in tarda età: il suo sposo, Gioacchino, aveva passato un lungo periodo nel deserto prima di tornare e metterla incinta".
"Così come chiarisce il primo articolo del ddl -continua l'esponente di AN- la nuova festa ha l'obiettivo di ''celebrare l'importanza del ruolo svolto dai nonni all'interno delle famiglie e della società''. Per questo, oltre alla giornata di festa, abbiamo pensato anche a istituire il ''Premio nazionale del nonno e della nonna d'Italia'': una commissione del ministero del Lavoro, composta da esperti over-65, dovrà individuare ogni anno le dieci azioni socialmente più meritevoli compiute dai nonni italiani. Il riconoscimento sarà consegnato ai prescelti direttamente dal presidente della Repubblica".
''L'Italia -aggiunge Bonatesta- è il primo Paese al mondo come numero di anziani. L'universo dei nonni risulta attualmente composto da circa 14 milioni di persone, di cui 8 milioni sono donne. Va inoltre messo in evidenza il ruolo economico della categoria: ogni anno i nonni passano a figli e nipoti qualcosa come 82 miliardi di euro, pari al 15% delle spese annue delle famiglie italiane. Senza contare che, secondo una ricerca, il 50% dei genitori affidano i figli ai nonni, e non solo per questioni economiche ma per spirito di piena fiducia. I nonni sono, dunque, -conclude Bonatesta- un caposaldo della famiglia del ventunesimo secolo. E noi, con questa festa, lo abbiamo voluto riconoscere".