Viterbo 18 maggio 2005 - ore 0,10 - Girando per la città, in particolare nella più immediata periferia, si ha netta la percezione di come, in questi ultimi anni, sia stato edificato ogni metro quadrato ancora libero.
Si tratta di "riempimento" diffuso, nessuna zona è stata risparmiata.
L'esempio, per me, più indicativo, di quanto è accaduto e sta ancora avvenendo, è ai lati di lunghi tratti della strada sammartinese. E dire che dalla confluenza della Sammartinese con il nuovo tracciato fino all'ospedale di Belcolle esisteva un vincolo di inedificabilità.
Fu deciso dal Consiglio comunale -lo ricordo bene perché fui io a proporlo- quando fu individuata l'area su cui doveva sorgere il nuovo ospedale, nonostante il parere contrario di una autorevole commissione di esperti che aveva indicato la Teverina.
Probabilmente il vincolo è decaduto e si è pensato bene di non rinnovarlo. Così vanno le umane cose!
Il prof Francesco Gavazzi, il noto editorialista del Corriere della Sera, nell' articolo di fondo di Venerdì 13 Maggio, ad un certo punto così scrive: "Incapaci di ridurre il numero dei dipendenti pubblici, abbiamo fatto quadrare i conti tagliando i trasferimenti ai Comuni, e questi, per sopravvivere hanno usato il solo strumento di cui dispongono:le licenze edilizie e la possibilità di monetizzare le aree verdi, cioè chiedere a chi costruisce contanti, anziché standard.
Il risultato è un uso estensivo del territorio e forse qualche transazione non proprio trasparente tra immobiliaristi e amministratori pubblici".
E' una descrizione di Viterbo?
Che il prof Gavazzi abbia trascorso un fine settimana nella Città dei Papi?
Oreste Massolo