Marco Leopardi, nato a Roma nel 1961, appassionato di sport, diplomato nella sez. Fotografia presso lIstituto Europeo del Design di Roma, ha realizzato oltre 30 documentari di carattere naturalistico, geografico, socio antropologico e turistico, trasmessi sia dalla RAI (per le trasmissioni Geo & Geo e Alle Falde del Kilimangiaro) che da diverse emittenti allestero (Televisione Svizzera Italiana). Collabora con diverse agenzie fotografiche e diversi periodici (Airone, Corriere della Sera, La Repubblica
) ed ha conseguito numerose premiazioni, dal 97 ad oggi.
In questo filmato Leopardi torna ad occuparsi di sport e in particolare la maratona. Luca Coscioni difatti, da tutti conosciuto per le sue battaglie sia contro la sua malattia che a favore della ricerca scientifica sulle cellule staminali, era un maratoneta, quando 10 anni fa (mentre insegnava allUniversità della Tuscia), durante un allenamento, in vista della partecipazione alla maratona di New York, si accorse che non riusciva più a piegare la gamba destra. Iniziava così il suo calvario, Luca Coscioni era stato colpito da Sclerosi Laterale Amiotrofica, una malattia progressiva che attacca le cellule nervose: neuroni motori, che controllano i movimenti dei muscoli volontari. Una malattia che comporta la graduale distruzione dei neuroni, impedendo loro il rilascio di segnali chimici, con un continuo ed inesorabile indebolimento dei muscoli volontari sino alla paralisi totale. La morte avviene con la paralisi dei muscoli respiratori. In questa via Crucis, la vista, ludito, il tatto e le facoltà intellettuali non vengono toccate, così lammalato assiste coscientemente al suo declino, sino allultimo respiro.
Secondo il neurologo che diagnosticò la malattia a Coscioni, questo sarebbe dovuto vivere per soli 3 anni. Ciò non è successo e il maratoneta in questi anni ha deciso di mettere la propria immagine al servizio della lotta per la ricerca scientifica, a capo duna Associazione che porta il suo stesso nome. Perché Luca e le persone affette dalla sua malattia non hanno, al momento, alcuna speranza. Lunica strada percorribile è rappresentata dalla ricerca sulle cellule staminali, cellule prelevate da embrioni congelati non utilizzati e il quale utilizzo oggi rappresenta una speranza per la cura di malattie gravissime come il Parkinson, il diabete, la sclerosi, lAlzheimer e i tumori.
Lattuale legiferazione, i quali referendum chiedono labrogazione (seppur parziale), conferisce ad embrioni congelati lo stesso status giuridico di una persona umana. In sostanza una cellula staminale ha gli stessi diritti duna persona affetta dalle gravi malattie appena elencate.
La Legge 40, ennesimo tentativo di estendere a tutta la cittadinanza concezioni morali e religiose particolari, contrasta fortemente questa ricerca, impedisce lacceso alla fecondazione assistita e/o eterologa e quindi al diritto ad una serena maternità per le donne. In maniera sottesa, tra laltro, sottoponendo i diritti della madre a quelli dellembrione, contrasta e di conseguenza mette in discussione anche il diritto allinterruzione assistita della gravidanza, sancito dalla legge 194.
La proiezione del documentario, che oltre a quella di Coscioni raccoglie altre testimonianze, sarà un momento di discussione e di confronto su questo tema che, come è ovvio che sia, tocca problemi di non facile soluzione, se non di difficile comprensione.
Oggi Luca non può più camminare, deve essere vestito e imboccato, parla attraverso un computer ma è ancora vivo e ha la tenacia del maratoneta (Marco Leopardi). Pensavo che il maratoneta che non può più correre la maratona mi avesse abbandonato, invece è ancora in me, è me (Luca Coscioni).
Silvio Antonini