Viterbo 15 maggio 2005 - ore 0,10 - Senza filtro - A pochi giorni dal cordiale e proficuo faccia a faccia con l'architetto Cesarini (voluto, organizzato e condotto dal giornalista Pasquale Bottone), martedì scorso, nel corso di un "tavolo" tecnico di aggiornamento sulla questione Arcionello, ho ribadito al sindaco Gabbianelli le seguenti richieste di impegno concreto e immediato da parte dell'Amministrazione affinché:
* l'area della ex-cava Anselmi possa essere ceduta dai privati al Comune e recuperata come possibile "porta" dell'istituendo Parco piuttosto che destinata ad uso residenziale;
* l'area su cui istituire il vincolo di tutela non si limiti ai 12 ettari di parco previsti nella nuova versione del Programma Integrato degli architetti Cesarini e Andreoli ma ricomprenda l'intera forra del fosso Luparo (fino alle sorgenti del fosso stesso) nonché il colle Palanzana (voglio ricordare che si tratta di un'area almeno 10 volte superiore rispetto a quella prevista dal PI);
* tale vincolo di tutela sia definito attraverso uno strumento giuridico pienamente affidabile, tale cioè da proteggere realmente l'intera area da eventuali future tentazioni speculative;
* i ruderi delle antiche gore nella zona bassa dell'Arcionello vengano immediatamente tutelati con un vincolo da parte della Soprintendenza, acquisiti dal Comune, resi fruibili ed annessi alle aree a verde pubblico previste nel nuovo PI.
Il sindaco ha confermato la condivisione culturale e l'impegno da parte dell'Amministrazione a perseguire, fin dove possibile, gli obiettivi a suo tempo proposti dal Coordinamento "Salviamo l'Arcionello" (e sui quali, già da tempo, tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio Comunale si sono favorevolmente pronunciate). A suo dire l'intera vicenda troverà compimento condiviso e ultimativo entro e non oltre dicembre 2005. Il sindaco ha infine dimostrato particolare interesse per la questione della ex-cava Anselmi (a puro titolo di esempio Gabbianelli ha voluto ricordare come non molti anni fa si fosse avanzata l'ipotesi di trasformare l'area, di notevole interesse
archeo-industriale, in un museo della Macchina di S. Rosa).
All'incontro, improntato alla massima cordialità, erano presenti l'architetto Capoccioni ed il city manager Balducci.
Dopo la risposta pubblica di Alessandro Mazzoli, neoeletto presidente della Provincia (e sappiamo che è già pronta una missiva per il Coordinamento da parte del presidente della Regione Marrazzo), il boccino torna dunque in Comune. Vedremo quale sarà la mossa.
Colgo l'occasione per anticipare i prossimi appuntamenti della battaglia "Salviamo l'Arcionello":
- giovedì 26 maggio (ore 18.00, villa Fornaciari) sarò ospite degli studenti (e dei genitori) della scuola media statale "Pietro Vanni" per parlare con loro di Arcionello e altre forre viterbesi: acque civiche e memoria cittadina (analogo invito ho già ricevuto, per i primi di giugno dagli insegnanti della scuola media statale Fantappié);
- domenica 29 maggio (mattina, appuntamento presso Eremo della Palanzana, orario da definire) Il canto di fosso Luparo, passeggiata-concerto dall'Eremo alla Cittadella delle Acque.
Antonello Ricci