Viterbo 13 maggio 2005 - ore 00,10 - Pubblichiamo integralmente l'intervento del consigliere Gianmaria Santucci tenuto ieri sera in consiglio provinciale. Un intervento che spiega la sua uscita da Forza Italia e l'adesione al gruppo misto. Un intervento che potrebbe segnare le prossime fasi della vita politica viterbese.
Cari consiglieri,
la recente pesante sconfitta elettorale del centro destra mi spinge a fare chiarezza sui tanti avvenimenti di queste ultime settimane ad iniziare da una attenta lettura dei risultati delle elezioni provinciali.
Questo sistema elettorale a doppio turno va compreso e diversamente analizzato, non credo infatti come detto da molti che il 17 e 18 aprile gli elettori abbiano manifestato un profondo dissenso sullattuale gestione degli enti locali del nostro territorio. I numeri credo dicano tutto il contrario, al primo turno il centro-destra ha ricevuto oltre 90 mila voti (escluse le preferenze per il solo presidente) rispetto agli 80 mila di 5 anni fa. Oltre 10 mila in più! segno di un apprezzamento per il buon governo della provincia della giunta Marini che non ha precedenti. La mancata vittoria al primo turno va addebitata ad altre e del tutto diverse motivazioni.
Quindi cè stato un forte consenso per la gestione appena passata, come del resto hanno ricordato ancora molti sondaggi effettuati fino al giorno prima del voto, che però non si è confermato al secondo turno quando si è chiesto di confermare questa fiducia per il futuro.
Questo perché i mali che hanno determinato la fine della prima repubblica sono tornati a colpire i partiti, il sistema che faceva scegliere gli opportuni candidati alle elezioni si è inceppato, si è accentuata oltre ogni limite plausibile la conflittualità, si è marcata ogni differenza al di là del comprensibile.
Il punto di forza della casa dei moderati è stato sempre quello di dare rappresentanza alla speranza di rinnovamento della classe dirigente, e il desiderio di vere riforme che adeguassero il nostro paese alle sue mutate esigenze.
Oggi il centro destra, e purtroppo soprattutto Forza Italia, rischiano di fallire in questo obiettivo. Tutto questo, la scelta di non voler legare la classe dirigente al proprio territorio ha finito per allontanare da noi il consenso dei cittadini. Rispetto a questi ed a altri errori del passato non credo sia stata avviata una sufficiente analisi delle cause.
Se i singoli partiti della coalizione hanno vinto, se la coalizione nel suo complesso è andata meglio che nel resto del paese, perch_ ha festeggiato solo lei presidente mazzoli? Perché sediamo nei posti della minoranza?
La realtà è che rischiamo di trasformare una sconfitta elettorale in una sconfitta politica.
Aspettiamo il Tar se il centro sinistra ha barato si rivoti! Ne va del rispetto stesso di una comune civiltà. ma la politica non si fa nelle aule giudiziarie, la causa amministrativa che ci attende non può divenire lalibi degli errori precedenti.
Per quanto mi compete sento il bisogno di reagire a tutto ciò. Ho personalmente bevuto lintero amaro calice della sconfitta, ho accettato pur non condividendole le scelte di altri, mi sono sottoposto alla volontà popolare, ho manifestato il mio dissenso ma ho mantenuto il mio dovere di lealtà verso una coalizione che mi aveva sostenuto. Al momento di accettare la ricandidatura però avevo richiesto il diritto allautonomia, oggi sono semplicemente a rivendicare questo diritto.
Per questo sono a chiedere sin da oggi, di inserirmi allinterno del gruppo misto. Per rivendicare la volontà di ricominciare secondo le mie convinzioni, ma senza che questo si interpreti come una disponibilità ad abbandonare una barca che affonda.
Nulla mi è stato proposto dal presidente Mazzoli, nulla avrei accettato!
Non accetterei mai incarichi politici dalla giunta Mazzoli, questo richiede il bipolarismo questo richiedono le regole della democrazia.
Ha vinto una coalizione, è giusto che quella coalizione governi.
La scelta di andare al gruppo misto è una scelta non per mancate candidature, o per la sconfitta, ma per la consapevolezza di una errata strategia che prosegue; per la convinzione che nel centrodestra non si siano comprese le ragioni di una debacle.
Tutto ciò per le mie povere spalle rappresenta un macigno, ma questo richiede la mia coscienza, questo richiede la consapevolezza di non volersi abbonare alla sconfitta politica dei moderati.
Giovanni Maria Santucci