|
Provincia - I Verdi dicono peste e corna della nuova amministrazione ma non vanno all'opposizione
La giunta Mazzoli - Gigli ci fa schifo
ma noi rimaniamo nella maggioranza
Viterbo 11 maggio 2005 - ore 19,37 - Senza Filtro -
Trasformismo e commercio della politica
In fondo siamo gli unici a prenderla sul serio, la lista Tuscia, e a darle un valore politico. L'atteggiamento della maggioranza dell'Unione è quello di chi ha ricevuto un servizio, e paga per questo, cooptando non la lista bensì il solo Gigli senza un confronto di programma, di metodo di governo, in base ad accordi presi sottobanco e senza coinvolgere tutta la coalizione, anzi spaccandola. E' commercio, non è politica; anzi è pessima politica e pessimo commercio.
E' un atteggiamento assurdo anche se lo si vuole ammantare di realismo politico: i personaggi della lista rimasti intorno a Gigli e lo stesso neo assessore hanno una storia, uno spessore, una capacità ed un peso politico tali da cambiare in modo significativo gli equilibri, la qualità e l'immagine del governo provinciale, al punto da configurare la giunta che si insedia come una vera e propria giunta Mazzoli-Gigli.
Non si tratta di "pagare un prezzo" per vincere: si tratta di una scelta politica che alimenterà disincanto, cinismo e qualunquismo negli elettori del centro sinistra come in quelli del centro destra che ci hanno sostenuto in questa ultima avventura elettorale.
Sulla questione Gigli abbiamo dovuto registrare una grave divergenza sui metodi e sui contenuti con il resto dell'Unione; ci sono state trattative "private", fatte senza coinvolgere e senza informare gli alleati; patti d'acciaio stretti sottobanco che si prolungano sulle politiche e sulle prossime comunali.
E' il modo migliore di distruggere l'Unione: ma se i metodi sono questi, quale forza si sentirà sicura della lealtà degli alleati? E quale forza si permetterà in futuro di affermare la propria integrità sulle questioni etiche e morali accettando un posto in giunta, in questa giunta.
Proprio questa divergenza di metodo, che si era già manifestata prima delle elezioni a causa del tentativo di coinvolgere Santucci ed altri personaggi del centrodestra, e che aveva portato all'annullamento delle primarie (qualcuno ha avuto paura che consultare limpidamente gli elettori impedisse giochi sottobanco e portasse ad una coalizione troppo di sinistra), è stata alla base del dissenso che ha portato i Verdi, "Una provincia dei cittadini", e Rifondazione Comunista a presentare come candidato alternativo Bengasi Battisti e un proprio programma di governo.
I Verdi hanno sostenuto fino in fondo la giunta Nardini; hanno partecipato lealmente all'alleanza di centro sinistra a livello locale e nazionale per oltre dieci anni pagando prezzi politici e a volte ingoiando rospi. Bengasi Battisti è stato tra i fondatori del centro sinistra a Viterbo e a lungo rispettato segretario della Margherita. Non ci sono avventurieri nelle nostre liste. Se ci siamo decisi a manifestare il nostro dissenso, è perché abbiamo ritenuto che ci fossero serissimi motivi politici.
Le nostre liste hanno ottenuto al primo turno oltre il 9% dei voti, un quinto dei voti della coalizione, più della stessa Margherita, e un successo politico importante per noi come per Rifondazione. Sicuramente una responsabilità politica importante per chiunque mettere a rischio questo patrimonio e rallentare un percorso credibile e trasparente con gli elettori di sinistra.
La nostra esclusione dal governo della provincia
Noi riteniamo del tutto legittime le richieste che abbiamo fatte di partecipare al governo della provincia e di un ruolo significativo per i Verdi e per il nostro candidato presidente. Tuttavia abbiamo anche precisato che non saremmo usciti dalla maggioranza se considerazioni politiche legittime e partecipate avessero impedito al Presidente Mazzoli di corrispondere a tutte le nostre richieste. Non avremmo rotto per un assessorato dato ad altre forze della coalizione.
Ma la scelta di escludere partiti e forze da sempre alleati e membri dell'Unione, come le nostre (Verdi, Sdi) e forze della società civile che si sono rivelate fondamentali per la vittoria (lista Una provincia dei Cittadini) dal governo della provincia, e contemporaneamente di fare posto non a liste ma a singoli trasformisti è una scelta politica molto grave che potrebbe avere ripercussioni a tutti i livelli.
Gli equilibri della giunta
La giunta messa in piedi si configura debole, piena di personalismi, priva di un volto politico e programmatico riconoscibile, costituita senza alcun riguardo alle esperienze, alle qualifiche e alla professionalità degli assessori; la presenza di sindaci ed amministratori configura evidenti conflitti di interesse. Si tratta di una giunta che non sarà in grado di operare collegialmente e di mostrare ai cittadini un volto, un programma, un metodo di governo innovativi e riconoscibili.
Peggio ancora, si tratta di una giunta che risulterà squilibrata rispetto alle forze ed all'elettorato che l'hanno sostenuta. Rischia di non essere in grado di affrontare i problemi di un territorio penalizzato perché collusa con gli stessi personaggi che di questa situazione hanno la responsabilità. Una giunta espressione di una lobbies politica (da prima repubblica) che rischia di tenere in ostaggio lo stesso Mazzoli, come nel caso della scelta arrogante di assegnare un assessorato all'Udeur e snaturando ulteriormente il dato elettorale e politico. Un ulteriore schiaffo alla compattezza dell'Unione.
I Verdi hanno partecipato con merito ed hanno contribuito alla vittoria dell'Unione. Siamo al governo di questa provincia.
Non siamo per il "tanto peggio tanto meglio": nonostante tutto faremo parte della maggioranza e faremo tutto il possibile per indirizzare in senso positivo il lavoro dell'Amministrazione; lavoreremo ad organizzare la partecipazione di cittadini, delle associazioni, della società civile. Sosterremo il programma, il nostro programma, condiviso formalmente con tutta l'Unione che ci aspettiamo Mazzoli espliciti nel suo intervento nel primo Consiglio Provinciale.
Verdi per la Pace
Una Provincia dei Cittadini
|