Viterbo 10 maggio 2005 - ore 0,10 - Senza filtro - Venerdì 6 maggio 2005 ho assistito ad un episodio che mi ha profondamente amareggiata.
Erano le ore 14,15 ed ero appena scesa alla stazione di Roma-Ipogeo degli Ottavi dal treno proveniente da Roma-Ostiense e diretto a Viterbo (treno n. 43) il treno era oltremodo pieno di persone che scendevano rendendo quindi difficile la salita sullo stesso treno, ad un certo punto ho visto un ragazzo età 14-16 anni che nonostante la sua corsa non era riuscito a salire (le porte si stavano chiudendo) ha chiesto gentilmente al macchinista di farlo salire perché doveva andare a Viterbo dove la mamma lo stava aspettando, il macchinista noncurante della richiesta e nonostante il ragazzo si fosse messo a piangere è ripartito.
Capisco, in un mondo di lupi prendersela con un bambino è molto facile, ma ingiusto.
Io prendo il treno tutte le mattine e tutte le sere e ormai non faccio più caso ai giornalieri ritardi di 5-10 minuti, il perdere 2-3 minuti per riaprire le porte non credo che fosse la fine del mondo.
Rita Bucci