Viterbo 5 luglio 2005 ore 2,30 Senza Filtro - Innanzitutto, da politico, da amministratore pubblico, da ex presidente della Provincia e soprattutto da Uomo, desidero far arrivare e rendere pubblica la mia solidarietà al dottor Antonio Delli Iaconi.
La vicenda che lha visto e vede ancora coinvolto - suo malgrado - è quanto di più curioso e per certi altri versi disgustoso mi è capitato di vedere in politica. Partiti della stessa coalizione che litigano, gridano allo scandalo e allalto tradimento; minacciate dimissioni di massa, ricatti sul piatto politico-spartitorio.
Richieste di annullamenti di Atti Amministrativi. Intolleranze manifeste. Interrogazioni formali. Il tutto, solo perché... uno di loro ha pensato di fare una cosa... giusta, che altri, di schieramenti politici diversi, avevano già fatto prima. Nellera dellintelligenza a tutti i costi, dellalta tecnologia, di internet, degli SMS e degli MMS, degli UTMS e di quantaltro, ci viene invece trasmessa questa medioevale lezione di buon comportamento.
Ma da chi arriva cotanto impegno e ingegno? Da alcuni dei principali partiti (tutti democratici e ci mancherebbe altro) che hanno vinto le elezioni regionali e provinciali, da quelli che hanno detto (in campagna elettorale) per una Regione di tutti oppure noi saremo la Provincia di tutti.
Antonio Delli Iaconi ha vissuto lultimo lustro praticamente al servizio dellistituzione Tuscia Expo: con competenza, serietà, serenità e pacatezza ha dato vigore, energia, spinta, idee; ha fatto arrivare soldi, ha programmato manifestazioni, insomma ha gestito (insieme agli altri membri del C.d.A., e ad altre istituzioni ed enti, ovviamente) nel migliore dei modi una struttura tecnico-organizzativa-amministrativa che - diciamolo chiaramente - fino a quel momento non era proprio da portare come esempio.
La scelta dellassessore regionale (DS), suggerita, sollecitata e sostenuta (intelligentemente) dal consigliere e capogruppo del medesimo partito, il viterbese Parroncini, di rinnovare il prestigioso incarico a Delli Iaconi perché aveva lavorato bene, evidentemente non è stata gradita da quelli che dicevano due mesi fa per una Regione di tutti oppure noi saremo la Provincia di tutti.
Di tutti chi? Di tutti Voi e basta, forse. Non si sono neanche ricordati - gli stessi soggetti - della famosa, famigerata e pomposa conditio che dettarono alla vigilia delle elezioni regionali e provinciali : ...meritocrazia e non amici degli amici... .
Come si può pensare di limitare e soffocare per la mera visione partitica e di colore la professionalità, la managerialità, lesperienza di un uomo? Forse perché la parola meritocrazia non è ancora stata cercata (o trovata) sul vocabolario? O forse perché gli amici degli amici ci sono e sono anche tanti....?
Giulio Marini