Viterbo 30 luglio 2005 ore 17,30 Siamo ormai parole pesanti. Dopo luscita di Nando Gigli da Forza Italia, il commissario, Antonello Iannarilli, spara a zero su deputato senza mai nominarlo. E chiamandolo semplicemente l"Onorevole". Con la O maiuscola.
Se va avanti così, non manca chi non tema, che si passerà presto alle mani.
Ingrato, bugiardo e traditore politico: soltanto questo è l'Onorevole. Liberarsi di lui è stato come liberarsi da un cancro devastante, che cercava di spargere le sue radici ovunque. E per fortuna adesso questo cancro politico siamo riusciti a debellarlo. Questo lincipit della nota di Iannarilli che certo non manca di una certa brutalità.
Non so con quale faccia tosta - continua Iannarilli -, con quale coraggio accusa il nostro partito di non avergli dato la possibilità di fare politica, dopo che ha fatto ed ottenuto tutto quello che voleva, caso credo unico in Italia. Certo, forse qualcuno è stato troppo ingenuo e non ha saputo discernere le persone politicamente oneste dai politicanti (rectius: dai 'mestieranti della politica', come li chiama il nostro Presidente). Quelli che non guardano in faccia a nessuno e sono disposti a rinnegare chiunque e a rimangiarsi la parola data pur di gestire il potere o accaparrare poltrone.
Non basta, sempre secondo Iannarilli, Gigli, ma lui non lo nomina mai, non avrebbe tenuto fede all'accordo fatto davanti a Berlusconi, accordo secondo il quale se il partito lo avesse candidato alla Regione, sacrificando Marini, lui si sarebbe dimesso. Cosa che già altri prima, per serietà e correttezza, hanno fatto. Altri ma non l'Onorevole, che si è rivelato per quello che realmente è: politicamente inaffidabile. Per fortuna questi sono casi isolati e il nostro partito a Viterbo si compone soprattutto di persone oneste e coerenti. Lo dimostra il fatto che quando egli stesso ha telefonato a tutti gli eletti promettendo loro mari e monti se l'avessero seguito nel suo tradimento, gli hanno risposto picche rimanendo fedeli alla nostra bandiera e soprattutto al mandato che hanno loro conferito i cittadini di Viterbo.
L'Udc - sibila Iannarilli - anziché fare un affare, come pensa, ha preso una sonora fregatura, e a breve credo che se ne accorgerà.
Non basta, Iannarilli prende le difese di un articolo uscito sul Messaggero di ieri in cui si sosteneva che Gigli avrebbe percepito due indennità: di parlamentare e di consigliere regionale. Per un totale di 28mila euro mensili. Cosa subito smentita dallo stesso Gigli. Cosa, soprattutto, impossibile perché illegale. Ebbene, nonostante questo, Iannarilli torna a sostenere che: Quanto poi alla doppia indennità percepita dall'Onorevole, ha certamente ragione il giornalista: se vuole smentire, lo faccia mostrando documenti ufficiali e non con le chiacchiere. Dirò di più: credo che il giornalista abbia dimenticato di citare anche l'indennità comunale e la pensione che lo stesso già ha maturato, il tutto credo che superi i 35 mila euro mensili alla faccia dei cittadini che gli hanno dato fiducia e in particolare di quelli che riescono a stento ad arrivare alla fine del mese.
Insomma sembra proprio che Iannarilli cerchi lo scontro legale e a questo scopo sostenga cose già smentite in nuce.
Dopo le parole forti a gogo e la difesa dufficio di articoli di giornale, si passa a qualche barlume di discorso politico.
Comunque, resto soddisfatto della grande tenacia e forza di volontà che ho riscontrato nella nostra compagine di Viterbo: ora che l'erbaccia, la gramigna, e con essa il vecchio modo di fare politica per mero interesse personale, con noi non c'è più, possiamo lavorare seriamente, con unità d'intenti. Per fortuna ora c'è soltanto chi vuole davvero impegnarsi per realizzare progetti concreti in favore dei cittadini. E i cittadini, che di certo non hanno la memoria corta, sapranno valutarlo e trarre le adeguate conclusioni in sede elettorale, dando una sonora punizione a chi ha voluto soltanto prenderli in giro.
Da giovedì ho ricevuto decine di telefonate, da parte dei dirigenti e della base, e tutti mi hanno incitato a non mollare, a ricostruire con loro il Partito. E cominceremo subito: già martedì alle 18, nella sede di Forza Italia, ascolterà i nostri amministratori di tutto il territorio provinciale e insieme decideremo il da farsi.
Una questione prioritaria sarà la verifica al Comune di Viterbo, dove è giusto riavere ciò che spetta ad un partito che gli elettori hanno premiato con il 28% dei consensi. Nel ringraziare tutti quelli che hanno detto no al tradimento, e soprattutto i Consiglieri del Comune capoluogo Fabrizio Purchiaroni, Chicco Moltoni, Gianluca Salza, Vincenzo Gasbarri e i Presidenti di circoscrizione Bruno Capitoni, Giuseppe Conti, Agostino Terri, che sono rimasti fedeli ai nostri valori ed obiettivi, continuo a lanciare un appello ai nostri esponenti, perché non vadano a cadere in una rete dove non troveranno spazio, ma soltanto lo squalo che intende adescarli e poi divorarli e continuare a fare i propri interessi personali.