Viterbo 30 luglio 2005 ore 19 E Gigli adesso querela. A stretto giro arriva la risposta di Gigli, in partenza per due giorni di vacanza, alla vera e propria invettiva di Iannarilli.
Al di là delle considerazione politiche diverse - esordisce Gigli -. Qualcuno mi dica quali sono le promesse che io ho fatto ai consiglieri e ai presidenti di circoscrizione affinché mi seguissero. Anche se hanno fatto scelte diverse sono persone, che continuo a stimare, e possono testimoniare che non cè stata nessuna promessa. Queste cose sono assolutamente false.
Si arriva poi a una questione più pesante. La questione della doppia indennità.
Il commissario di Forza Italia insiste su una affermazione fatta da un giornale locale. Secondo il quale io percepirei una indennità plurima, facendo anche non poca confusione con quelli che sono i vitalizi regionali e che chiama pensioni. Presumo che non sappia assolutamente di cosa parla. Ribadisco che percepisco una sola indennità e che questa indennità non è cumulabile con altre. A questo punto mi vedo costretto a perseguire le vie legali, denunciando sia il giornale che il commissario per diffamazione e chiedendo un risarcimento danni. La cosa più assurda è che quello che mi viene accreditato è un reato. Insomma, non è possibile percepire due indennità. Luna esclude laltra. Mi vedo costretto a ricorrere alle vie legali per difendere la mia onorabilità. Se hanno ragione portino le prove di fronte al magistrato. Ripeto, se avessi commesso quello che mi viene accreditato avrei commesso un reato. Un conto è la polemica politica un conto la diffamazione consapevole. Mi rifiuto di credere che chi dice certe cose non sappia di dire il falso.
Gigli conferma il suo racconto sul perché non si è dimesso da parlamentare, per incompatibilità con la carica di consigliere regionale.
Ribadisco che è stato Berlusconi a chiedermi di rimanere deputato. E vero che abbiamo un'ampia maggioranza, ma avremmo comunque un voto in meno, è stato questo, più o meno, il discorso che mi ha fatto. Anche il capogruppo alla Camera Vito mi ha detto, anche recentemente, di portare avanti questa situazione. Di restare fino a che fosse stato possibile perché la situazione era densa di incertezze. Gradirei che, al di là della diversità di giudizio politico, che sulla mia uscita da Forza Italia si può dare, si facesse chiarezza su questi fatti. Vorrei chiedere allonorevole Tajani, a Viceconte e al consigliere Marini, che erano presenti allincontro con Berlusconi, di dire se ho detto io il falso o se lha detto qualcun altro. Poiché ritengo che, al di là delle valutazioni sulla mia scelta, le persone citate siano persone oneste e corrette. Chiedo allamico Marini di dire, per lonestà che gli riconosco, se ho detto il falso o se lha detto qualcun altro.
E poi una commento finale non privo di pessimismo.
Non voglio farmi trascinare in una rissa. Sono uscito da Forza italia per la mancanza della possibilità di fare politica. E questa non è politica.