Viterbo 27 luglio 2005 ore 9 Senza Filtro - Giorgio Albertazzi in Memorie di Adriano mitico testo di Marguerite Yourcenar (riduzione di Jean Launay ) per la regia di Maurizio Scaparro con musiche di Evelina Meghnagi sarà in scena domani sera, giovedì 28 luglio, alle 21, 15 al Teatro romano di Ferento. Un appuntamento di grande spessore culturale.
In scena un impareggiabile Giorgio Albertazzi nel ruolo dellimperatore Adriano, ad evocarne la forza del pensiero e le emozioni. La regia è di Maurizio Scaparro; la riduzione di Jean Launay; i canti e le melodie sono affidati alla suggestiva voce di Evelina Meghnagi che, accompagnata da cinque musicisti, anche nelle musiche e nei suoni ha ricercato suggestioni sonore dei mondi mediterranei attraversati da Adriano (chitarra, ud Domenico Ascione; flauto Myrta Palombi; clarinetto, duduk Paolo Ravaglia; percussioni Armando Sciommeri; chitarra Fabio Fasano; canto Evelina Meghnagi).
Debuttato il 31 luglio del 1989 a Villa Adriana di Tivoli (suo palcoscenico naturale), rappresentato più volte con successo in Italia e allestero, Memorie di Adriano mette in scena, nella versione di Jean Launay, il capolavoro di Marguerite Yourcenar, il ritratto di un uomo che ha governato in latino ma in greco ha pensato, in greco ha vissuto e che rappresenta, come afferma il regista Scaparro limmagine, o meglio il ritratto di ciò che noi siamo oggi, nelle sue parole ritroviamo le radici del pensiero occidentale e della nostra storia.
Mai come oggi - prosegue Scaparro - questo spettacolo e questo testo mi sembrano così attuali. In un mondo dove i fondamentalismi e lignoranza seminano morte e distruzione, in un mondo che sembra lentamente sfaldarsi sotto i colpi dellintolleranza, della guerra, dellegoismo, degli interessi mercantili, le parole di Adriano assumono un significato nuovo, profondo, che mi aiuta, e ci aiuta a riflettere sul nostro momento storico indicandoci, forse, uno spiraglio di speranza:
non tutti i nostri libri periranno; si restaureranno le nostre statue infrante; altre cupole, altri frontoni sorgeranno dai nostri frontoni, dalle nostre cupole
e se i Barbari simpadroniranno mai dellimpero del mondo, saranno costretti ad adottare molti nostri metodi; e finiranno per rassomigliarci.
Il mio incontro con Adriano di Marguerite Yourcenar - spiega Albertazzi - non è quello tra un attore (non mi ritengo tale
)e un cosiddetto carattere teatrale. E un incontro molecolare, perciò Adriano cambia, come cambia il mio sistema cellulare.