Viterbo 26 luglio 2005 ore 15 Senza Filtro - La sinistra alla prova del governo: è stato questo il filo conduttore dellincontro dei Democratici di Sinistra svoltosi lunedì scorso a Viterbo con il vice presidente della Giunta regionale e capo delegazione DS, nonché Assessore allUrbanistica, Massimo Pompili.
Si è trattato di un incontro che lo stesso Pompili ha definito istruttorio per disegnare compiutamente le strategie per i prossimi cinque anni di governo. «Sto compiendo un giro dorizzonte in tutte le federazioni del partito del Lazio ha affermato il vice di Marrazzo proprio per capire i problemi, individuare le criticità e definire le priorità della nostra azione di governo».
Alla riunione, introdotta dal segretario provinciale Andrea Egidi, erano presenti il presidente della Provincia con gli assessori e i consiglieri diessini di Palazzo Gentili, i sindaci espressi dal partito della Quercia nei paesi della Tuscia e i membri della segreteria di federazione. «Questa azione di ascolto - ha sostenuto Pompili deve servirci a porre la nostra capacità di elaborazione a servizio del lavoro istituzionale a tutti i livelli per disegnare le strategie di governo per i prossimi cinque anni».
Egidi ha posto una serie di questioni sul tappeto proponendo un ruolo centrale dei DS per guidare lazione di governo dellUnione. Numerosi sono stati gli interventi che hanno offerto elementi di riflessione e di approfondimento: tra i sindaci sono intervenuti Ciancolini (Vitorchiano), che ha proposto lapertura di un tavolo di confronto con il governo; Piazzai (Acquapendente), che ha rilanciato la necessità di un ulteriore decentramento delle funzioni amministrative nel senso della sussidiarietà; Bianchini (Ronciglione), che ha insistito sulla necessità di una riforma della macchina amministrativa regionale; Pomaré (Farnese), che ha sottolineato la necessità di inventare la qualità nella Tuscia attraverso azioni concrete e puntate sulle vocazioni del territorio .
Il presidente della provincia Mazzoli ha invece evidenziato la «necessità di dare seguito a tutti gli impegni assunti in campagna elettorale con una netta individuazione delle priorità per aprire percorsi reali di governo del territorio». Tra gli altri interventi quelli di Antonio Rizzello, capogruppo in consiglio provinciale, che ha sottolineato lesigenza della Tuscia di fare sistema per il suo sviluppo, con uno stretto rapporto che deve legare i vari livelli istituzionali.
Tra i membri dellesecutivo provinciale sono intervenuti Antonio Capaldi e Valerio De Nardo, che hanno segnalato la necessità di una netta discontinuità con le scelte della giunta Storace, Sandro Mancinelli e Giulia Arcangeli, che hanno posto in risalto le questioni politiche e programmatiche legate alla città capoluogo, Ermanno Barbieri, che ha sottolineato la necessità di una guida attenta nei confronti degli enti strumentali della Regione, questione ripresa anche da Quarto Trabacchini.
Dalla riunione è emersa nettamente una priorità: il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia, che deve essere portata a compimento nei tempi più brevi possibili per esaltare, tra laltro, le potenzialità offerte dal porto di Civitavecchia e dal Centro Merci di Orte e dare così nuove prospettive di sviluppo alla Tuscia. Quindi è venuta la questione della cura del ferro, con il potenziamento dei collegamenti ferroviari tra Roma e Viterbo e il completamento della Orte-Capranica-Civitavecchia e con il progetto per linterramento del tratto di linea ferroviaria che attraversa il centro urbano di Viterbo.
La questione infrastrutture e trasporti si lega a quelle dello sviluppo del territorio con lattenzione alla vocazione agricola (il distretto rurale), con il recupero dei centri storici e la valorizzazione dei beni culturali (il distretto culturale), con il rilancio della produzione industriale (vicenda emblematica della Quadrifoglio e ipotesi di riconversioni del distretto industriale di Civita Castellana; contratto darea Tarquinia/Montalto di Castro).
La sanità, in termini di valore dei servizi alla salute, ma anche in termini di peso nel bilancio regionale, ha impegnato parte dellanalisi dei diessini viterbesi, mentre varie altre sono state le questioni specifiche poste al vicepresidente della giunta del Lazio: da Tuscia Expo allaeroporto ed alle terme ex Inps di Viterbo. I rapporti tra la Tuscia e larea metropolitana romana sono stati al centro di molte delle riflessioni proposte alla discussione.
Pompili, dal canto suo, ha descritto la drammatica situazione di bilancio ereditata dalla giunta Storace, che esige una rigorosa azione di risanamento, capace però di salvaguardare le ragioni dello sviluppo, collegandosi alla svolta politica che occorre costruire per le elezioni del 2006. Pompili ha quindi parlato apertamente della apertura di una vertenza Lazio, che raccolga le ragioni di uno sviluppo unitario dei territori della Regione.
«Dobbiamo disegnare il profilo strategico di lungo periodo della nostra azione di governo ha affermato Pompili facendo della capacità di programmazione della nostra Regione lelemento centrale di differenza rispetto alla passata gestione. Ciò che passa anche da una estensione delle deleghe conferite agli enti locali, per recuperare alla Regione un ruolo di programmazione e di controllo, che le è assegnato dalla Costituzione. Per questo serve una forte convinzione sulle questioni del decentramento e sulla maggiore efficienza e trasparenza della burocrazia regionale».