Il segretario della Cgil, Martinelli, lancia l'allarme: "La nostra provincia è sempre più povera"
Crollano gli stipendi
Viterbo 23 luglio 2005 ore 0,10 Siamo sempre più poveri. Il segretario generale della Cgil, Giovambattista Martinelli, fa unanalisi impietosa delleconomia viterbese.
Tutti continuano a dire che cè la ripresa. Ma le nostre analisi, basate sui dati dellInps, portano a conclusioni preoccupanti. Cè un aumento rispetto allanno scorso dei lavoratori dipendenti. Siamo passati dai 26 mila 502 a 29 mila 597 del 2005. Un incremento di oltre tremila unità. Un dato quello del 2005 comunque più basso di quello del 2003 anno in cui i lavoratori erano 30 mila 404. Sono in aumento sia gli operai che gli impiegati. Sono in aumentano anche le aziende che sono 5 mila 850, contro le 5 mila 213 dellanno scorso. A fronte di questi dati apparentemente positivi. Ve ne sono altri che svelano la debolezza della nostra economia.
Come dire che i due parametri che vengono usati di solito non bastano a capire la struttura tendenziale delleconomia viterbese.
A fronte dei dati che abbiamo visto in crescita. Ci sono altri dati che lasciano stupefatti. Il numero dei dirigenti rimane stabile. 75 erano lanno scorso e tali sono rimasti questanno. Come dire che manca nella nostra provincia un cultura imprenditoriale degna di questo nome. E che la struttura delle aziende è minima. Le aziende sono composte da pochi operai e impiegati. E nascono e muoiono in breve tempo. Sono imprese avviate per disperazione da che non trova lavoro. Ma il dato più impressionante ed inaspettato è che a fronte di un aumento dei lavoratori, non aumenta proporzionalmente il monte retribuzioni. Nel 2005 siamo a 37 milioni 335 mila 710 euro rispetto ai 33 milioni 333 mila 271 del 2004. Ma il crollo si vede con nettezza rispetto al 2003, quando il monte stipendi era di 64 milioni 233 mila 740 euro. Questo mentre il numero di lavoratori è quasi uguale. Nel 2003 erano appena 807 in più. Insomma a parità di lavoratori si ha quasi un dimezzamento degli stipendi.
Martinelli interpreta questa contraddizione come un segno di debolezza delleconomia della Tuscia.
Cosa cè dietro questi dati? Cè dietro una economia fragile, una provincia sempre più povera. Una precarizzazione del lavoro dipendente. Cè il lavoro nero. Ci sono imprenditori che non rispettano le regole. Ci sono lavoratori sempre più ricattabili. Questo ad iniziare dai lavoratori extracomunitari. Domando allispettorato del lavoro, come sia possibile che aumentano i lavoratori e il monte stipendi non cresce proporzionalmente. Se si va a vedere i settori specifici ci sono casi eclatanti. Come nel settore delle imprese commerciali. Qui se si fa un raffronto tra 2003 e 2005, si ha un dato scocertante: ad un aumento dei lavoratori del commercio che passano da 5 mila 412 a 5 mila 484 il monte retribuzioni quasi si dimezza passando a 11 milioni 805 mila 080 euro a 6 milioni 643 mila 689. Come è possibile una cosa del genere? Certamente cè una forte percentuale di aziende non in regola. In base ai dati dellIspettorato del lavoro su 540 aziende ispezionate 156 sono risultate irregolari. Una percentuale del 29 per cento rispetto al 23 dellanno precedente. E mentre la irregolarità aumenta, lispettorato ha solo mezza persona per fare i controlli.
La struttura del mercato del lavoro sarebbe, secondo la Cgil, molto debole.
Se diminuiscono gli stipendi, la quantità di denaro che finisce nelle tasche dei lavoratori, è chiaro che ne risentono un po tutti, ad iniziare dal settore del commercio. Ci sono meno soldi da spendere e leconomia non gira. Siamo di fronte ad una situazione che io giudico drammatica e che necessita dell'impegno di tutti per essere risolta. Associazione industriali, provincia, regione. Tutti dobbiamo fare la nostra parte. E non si può non sottolineare che dietro questo decadimento economico cè il governo Berlusconi.