Viterbo - 21 luglio 2005 ore 0,50 Senza Filtro - Assurdo ed incomprensibile il progetto del comune di Marta di realizzare un percorso pedonale al piede del promontorio sul lago per il collegamento dellarea a verde attrezzata Pontone con la spiaggia della cava, un progetto la cui realizzazione altererebbe per sempre e inesorabilmente un paesaggio naturalistico di una bellezza unica, riservata, discreta.
Lo scopo dellamministrazione è quello di collegare una area attrezzata con la spiaggia di Cava (la spiaggia che non cè dato che la sua esistenza molto dipende dalla portata del lago, questanno reso particolarmente abbondante dalle numerose piogge che lo hanno fatto salire a tal punto che la spiaggia è ridotta ad una piccola striscia che riesce a vedere il sole soltanto nelle prime ore del giorno) attraverso la realizzazione di un percorso pedonale addossato al piede di una splendida parete rocciosa al fine di opporsi alla sporgenza del promontorio colpevole di impedire la fruibilità della spiaggia.
Tale percorso prevede la posa in opera di massi basaltici direttamente nel lago che formerebbero un primo strato di circa cm 90,00, sul quale poggerà una strada di blocchi di tufo, il tutto per la modica cifra di euro 136.870,00 e facendo scomparire il promontorio definitivamente. Sarebbe sufficiente invero risistemare un percorso esistente e provvedere ad una sua periodica manutenzione. Noi non vogliamo vedere distrutto un piccolo angolo di paradiso che ospita numerose specie di animali anche nidificanti.
Tale limportanza dellarea che è protetta e vincolata dal punto di vista paesaggistico e naturalistico (si trova in area SIC Sito di importanza comunitaria e ZPS Zona a Protezione Speciale della Comunità Europea).
Peraltro il progetto appare sprovvisto delle necessarie autorizzazioni e viziato da incongruenze procedurali che dovranno essere verificate immediatamente.
Noi chiediamo, o forse dovremmo pretendere, la conservazione di un habitat il cui equilibrio verrebbe alterato da un simile intervento che, se pur attuato ipocritamente con materiali naturali risulta essere fortemente invasivo.
Noi chiediamo che il promontorio venga tutelato, conservato, protetto, in base anche a quanto previsto dalla Direttiva n. 92/43/CEE del Consiglio del 21 Maggio 1992 relativo alla Conservazione degli habitat naturali e seminaturali della flora e della fauna selvatiche comunemente denominata Direttiva Habitat.
Nei giorni che verranno tenteremo di opporci a questo progetto, innanzi tutto con due giornate dedicate alla raccolta di firme coinvolgendo i cittadini di Marta ma non solo: chiediamo laiuto di tutti per far capire che tale progetto è inutile e dannoso e che quei soldi potrebbero essere spesi per risolvere problemi ben più urgenti che toccano questo splendido paesino sul lago di Bolsena.
Per Legambiente
Pieranna Falasca
Susanna Cherchi