Viterbo - Sulla questione dell'isola pedonale interviene il segretario comunale dei Ds Via Marconi, troppe improvvisazioni di Sandro Mancinelli segretario comunale DS
Viterbo 21 luglio 2005 ore 0,10 Senza Filtro - Sulla vicenda Via Marconi penso sia utile qualche chiarimento. Qualcuno per sgombrare il campo da veri e propri equivoci, come quello relativo ai licenziamenti parola che nel dibattito consiliare non ho sentito pronunciare da alcuno, tantomeno da Severo Bruno, di cui invece ho apprezzato lintervento articolato, ragionato ed equilibrato. Dopodiché non posso che condividere il senso dellintervento di Martinelli: gioca coi fanti, ma lascia stare i santi. Il lavoro, le persone, il lavoro delle persone è sacro e non ci si scherza.
Ma la questione che mi preme è unaltra , e non la voglio scantonare.
Cè un pezzo di mondo che guarda alle posizioni assunte dallopposizione in Consiglio Comunale con fastidio e distanza, ritenendole sostanzialmente sbagliate. Si tratta di associazioni, opinion-maker, la stessa testata del Messaggero commentatore critico e propositivo del vivere cittadino, coerentemente impegnata sulla pedonalizzazione -, e tra tanti anche diversi nostri elettori.
I più generosi ci concedono di aver buttato via con lacqua sporca anche il bambino. I più critici di non averci capito nulla. Se è sbagliato non ascoltare le ragioni altrui, è anche stupido non considerare quelle in qualche modo ascrivibili alla propria area di riferimento sociale e culturale.
Allora è bene prendere il toro per le corna.
E possibile considerare i recenti provvedimenti in materia di viabilità del duo Gabbianelli/Zucchi linizio di una politica di progressiva pedonalizzazione, rilancio e vivibilità del centro cittadino? Così fosse, la risposta sarebbe scontata. Come ho ascoltato da un consigliere nel dibattito a Palazzo dei Priori sarebbe, per quanto ci riguarda, come dichiararsi contrari al moto di rotazione terrestre.
Noi abbiamo ritenuto invece che questi provvedimenti non avessero questo carattere. Non solo per il modo ( estemporaneo, improvvisato, contraddittorio, fondamentalmente autoritario) con cui sono stati assunti. Qualcuno potrebbe obiettare che un po di dispotismo temperato da giusta illuminazione non solo è sopportabile, ma forse necessario. Che il fine giustifica i mezzi ed assolve il Principe.
Per noi invece il metodo, soprattutto allorquando si tratta di invertire usi ed anche abusi consolidati, resistenze radicate e diffuse, interessi immediati, diventa dirimente per il buon fine stesso delloperazione. Solo un processo partecipativo, inclusivo, democratico garantisce il consolidarsi di un progresso concreto ed irreversibile.
Il conto delle ordinanze emesse e ritirate, modificate, sospese, non attuate, in materia di traffico che riguardano il centro cittadino è infinito. Ogni volta lidea stessa di pedonalizzazione ne è uscita mortificata, umiliata, regredita. Sconfitte annunciate. Un copione che si ripete, che ogni volta legittima sempre più il partito di autoselvaggia.
Questi fallimenti corrono lungo una inerzia delle politiche attive che si consuma da tempo immemore, e che contraddistingue questa giunta di centro destra al governo ormai da dieci anni. Dopo il parcheggio di Piazza Martiri dUngheria Ascenzi sindaco si citi un uno solo intervento strutturale a sostegno di tale politica attuato nel centro e nelle sue prossimità.
Per non parlare dellabbandono nonostante la innovazione della società Municipalizzata di una politica di mobilità collettiva , quando lunico parametro finora usato per misurare lefficacia del servizio sono i Km percorsi dai bus e giammai le persone trasportate.
Quale studio dei bisogni è stato - non dico realizzato ma almeno pensato per capire come può riorganizzarsi questo servizio, quale promozione, quali misure modulate sono state messe in cantiere ? Niente di niente. Limmobilismo assoluto. Ed il tutto in una città che invecchia, purtroppo.
Cerano nellultima seduta del Consiglio persone anziane, alcune molto anziane, che erano venute a lamentarsi del fatto che dalla sera alla mattina chiusa Via Marconi anche ai mezzi pubblici si sono trovati nella impossibilità di muoversi, per la conseguente rivoluzione delle già precarie linee anche esterne. Fanno meno rumore dei commercianti , e rischiano di passare inosservate. Non faccio la mozione dei sentimenti. Ma a costoro chi ci pensa ? Dal momento che non possono licenziare nessuno, scioperare, sono insomma poco lobby.
Non mi sfugge lobiezione che evoca in qualche modo la nefasta e cosiddetta politica dei due tempi . Al tempo ( ? ) erano prima i sacrifici e poi il risanamento, ed a rimetterci erano sempre gli stessi. Fatte le debite proporzioni potrebbe applicarsi al tema ed assumere anche un facile argomentare per nascondere strumentalmente un pregiudizio contrario ad una politica di chiusura del centro. Però essendo i fatti più ostinati delle opinioni è purtroppo tutto vero.
Il nostro voto per la revoca quindi è un giudizio severo verso una politica che non può improvvisare le scelte, per dire che una politica seria ed efficace non può essere quella del provvedimento estivo, ma quella coerenza riformatrice che allinea una articolazione di provvedimenti normativi , di realizzazioni strutturali , di misure organizzative, di investimenti piccoli e grandi, con la gradualità possibile e la determinazione assoluta. Una politica che marcia pure a piccoli passi ma veri - non quella che annuncia un salto avanti e ne fa due indietro. Perché così succederà, è già successo più o meno anche questa volta.
Anche perché per fare una politica di spessore, che cambia davvero, ci vuole quella coesione politica e programmatica che questa maggioranza non ha. Come dimostrano i 14 voti rabberciati che raggranella in Consiglio. Come titolava un quotidiano, lassalto è fallito, i barbari sono rimasti fuori le mura , ma gli assediati hanno finito le provviste e rifornimenti, stavolta, difficile che arrivino.