Viterbo 19 luglio 2005 ore 0,10 Senza Filtro - "Legittimo e doveroso, da parte del presidente del partito, revocare ogni tipo di incarico fiduciario, nel momento in cui la fiducia è stata mal riposta, se non addirittura tradita". Così il senatore Michele Bonatesta, della direzione nazionale di AN, commenta le decisioni del leader di AN, Gianfranco Fini.
"Ciò detto -continua il presidente della federazione provinciale di AN- ora mi auguro che Fini voglia proseguire sulla strada del rilancio del partito, con la convinzione che questa non può avvenire se non ridando fiducia al territorio e consapevolezza allo stesso del ruolo che può e deve ricoprire.
Una consapevolezza -sottolinea Bonatesta- che non può non passare attraverso tre momenti irrinunciabili: restituire dignità alla politica; restituire la politica al territorio; restituire il territorio a chi ne ha avuto la rappresentanza attraverso il consenso elettorale, e non mediante giochi di potere o di correntismo esasperato".
"Se Fini, come sono sicuro, vorrà dimostrare di aver ripreso il controllo e quindi la gestione del partito, sottraendoli a chi, fino a questo momento, li aveva esercitati per l'obiettivo non nobile di trarne posizioni personali privilegiate, -aggiunge il parlamentare- l'appuntamento elettorale del 2006 potrà riservare alla destra risultati sicuramente gratificanti.
AN -è l'auspicio conclusivo di Bonatesta- torni a diventare il punto di riferimento di tutti coloro che nella crescita del proprio territorio riconoscono l'interesse nazionale della crescita dell'intero Paese".