Viterbo 18 luglio 2005 ore 9,10 Riceviamo e pubblichiamo l'interrogazione del Capogruppo Ds Giulia Arcangeli al comune di Viterbo sulla questione delle società partecipate.
Le polemiche dei giorni scorsi sullaffidamento dei lavori pubblici alle società partecipate dal comune (CEV e Robur, in particolare) evidenziano un problema che in numerose occasioni abbiamo sollevato: la sostanziale riduzione delle regole della libera concorrenza nel nostro comune.
Alla fine del 2002, lamministrazione comunale di Viterbo in palese controtendenza rispetto alla posizione unanimemente assunta dalla legislazione prima comunitaria e poi nazionale ha stabilito di voler procedere ad una complessiva riorganizzazione dei servizi pubblici locali dellarea comunale attraverso una gestione pubblicistica degli stessi da svolgersi a mezzo di società di diritto privato in regime di monopolio.
In pratica il comune ha costituito le tre società (Robur, CEV e Francigena) con lo scopo di affidare servizi quali: trasporti pubblici, igiene urbana, pubblica illuminazione, manutenzione del verde, interventi di arredo urbano, servizio idrico integrato, ecc
con una semplice trattativa privata.
Con questo metodo sono stati affidati i lavori di rifacimento di via Marconi, per esempio, con una spesa per lamministrazione di oltre 500 mila euro. Il tutto senza gara di appalto e quindi senza un adeguato ribasso e quindi senza risparmio per la pubblica amministrazione.
Siamo convinti della necessità di svolgere procedure ad evidenza pubblica non solo la fine di garantire la massima trasparenza, ma anche e soprattutto per stimolare linnalzamento della qualità nelle erogazioni e labbattimento delle tariffe.
Condividiamo le preoccupazioni dei molti artigiani viterbesi e aziende locali che si trovano sistematicamente escluse da lavori pubblici perché si predilige laffidamenti diretto usando le società partecipate come copertura.
Questo sistema, oltre a creare una discriminazione tra le imprese, inficia i criteri di economicità che oltre allefficienza e allefficacia devono ispirare lattività della pubblica amministrazione.
Visto che al di là di giustificazioni politiche che poco convincono, la realtà è che a Viterbo per alcuni ti pi di servizi (verde, illuminazione pubblica,
) esiste il monopolio assoluto e molte imprese qualificate non vengono neanche interpellate per sapere se sono in grado di svolgere gli stessi servizi ad un prezzo più conveniente
Chiediamo
Se non sia più opportuno rivedere questi indirizzi ed improntare lattività amministrativa futura dellente ai principi del libero mercato e della trasparenza.
Per il gruppo D.S.
Giulia Arcangeli