Viterbo 18 luglio 2005 ore 9,10 Senza Filtro - Abbiamo appreso dalla stampa lo.d.g. approvato dallassemblea dei commercianti autoconvocati (ASCOVIT) che si è tenuta laltro giorno a Viterbo.
La saggezza dei commercianti e dei loro consiglieri legali, è arrivata a dichiarare che se non verrà risolta la questione della viabilità di via Marconi entro dicembre, licenzieranno circa 100 dipendenti.
Noi non siamo tot-curt alla chiusura del traffico e non pensiamo che sia la panacea dei mali che affliggono leconomia ed il turismo della nostra città, ma certo necessita capire, che ci sono sicuramente porzioni importanti di territorio, nella fattispecie il centro storico che armonizzandolo con adeguati servizi sia per i residenti che per gli altri operatori di attività, potrebbe diventare vera occasione di sviluppo economico e occupazionale.
Abbiamo esempi positivi vicino alla nostra Provincia, vedi Siena, Orvieto, Firenze ecc. ecc..
E ovvio che necessita una vera politica di programmazione del tessuto urbano, pensiamo ad esempio al piano del colore,allinterramento di tutti i cavi e tubi oggi appoggiati ai muri degli edifici che ne deturpano il valore storico ed artistico, pensiamo ad una adeguata illuminazione, pensiamo poi a veri e propri teatri allaperto nelle bellissime piazzette del centro storico, ora crediamo, ma non per ultimo, che la questione parcheggi, vada affrontata con determinazione ed inventiva, non considerandoli però solo una nuova voce di entrata economica per il Comune, il costo del park di un euro allora ( duemila lire del vecchio conio) pesano nelle tasche dei cittadini.
Insomma la chiusura del centro storico deve essere lanello di congiunzione di una serie di provvedimenti ed atti che portano a vivere questa opportunità come valore e non come penalizzazione e neanche come etichetta da esibire pur non avendone le giuste convinzioni.
Da parte nostra non potremmo accettare che strumentalmente pur di far affermare tesi specifiche e privatistiche si metta sul piatto della discussione la minaccia di licenziamenti di lavoratori dipendenti, sia per questioni di metodo che per questioni di moralità.
Domandiamo; ma questa è la considerazione che si ha dei lavoratori? sono solo strumento di battaglia?
Ma non ci dite sempre che nelle piccole aziende i lavoratori si debbono sentire componenti della ditta e della famiglia?
Speriamo che quanto abbiamo letto sia solo frutto della tattica oratoria e non la convinzione, in caso contrario la CGIL si schiererà a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici e se necessita sentiremo il Giudice del lavoro cosa ne pensa di questa teoria.
Il Segretario Generale CGIL-Viterbo
GiovamBattista Martinelli