Viterbo 17 luglio 2005 ore 1,10 Senza Filtro - La Norma, opera di Vincenzo Bellini, va in scena in prima lnedì 18 luglio alle 21,30, nel contesto della stagione lirica estiva del Comune di Viterbo. Maestro direttore e concertatore: Lorenso Castrista, coprpo di ballo dellAccademia di danza di Massa Marittima, per la regia di Domitilla Baldoni.
Vincenzo Bellini e, in particolare il suo librettista Romani, per questopera si ispirarono a Norma, ou l'Infanticide, un testo teatrale di Alexandre Soumet (1788 - 1845), un autore che con questo e altri titoli esprime una visione senechiana e a tinte cruente della classicità, di grande fortuna nel teatro francese di allora, anche se Romani preferì rinunciare all'infanticidio e scolpire per Bellini un'eroina più materna e magnanima, che suo malgrado rifugge dalla terribile vendetta di Medea.
Ciò che dovette colpire e ispirare così profondamente Bellini fu proprio la fecondità potenziale di una situazione in cui, come nella gluckiana Iphigénie en Tauride e nella cherubiniana Médée, si contrappongono "civiltà" (grecità/romanità) e ferocia "barbara", un fiume di lava fissato dalle sponde austere e nettamente delineate di un'espressione intensa ma controllatissima delle passioni umane; sponde peraltro tutt'altro che facili da tracciarsi, se è vero che Romani dovette riscrivere più volte versi e scene intere per l'incontentabile, giovane ma intransigente compositore siciliano.
Il risultato è un lirismo belliniano che raggiunge la sua massima capacità di significazione "proprio dove il dramma è superato. La lunga melodia lunare di Casta Diva, la calma apparente di In mia mano alfin tu sei, il lungo, originalissimo e "antidrammatico" finale sono espressioni di come il classicismo "confondesse misteriosamente le sue acque con quelle del melos belliniano nel gorgo dell'estasi romantica", in quella che allora e poi sempre è sembrata una felicità nativa e spontanea di un romantico di Sicilia, nato sotto un cielo che più classico non si potrebbe, ma che è anche qualcosa d'altro, "un'effusività melodica rigorosamente assorta nell'interiorità delle sue contemplazioni". che guarda al passato del teatro musicale nella compostezza, ampiezza, fermezza d'arcata e apparente, voluta semplicità delle sue formulazioni, ma anche a future drammaturgie di "azioni interiori" (non per niente fra i grandi estimatori della Norma troviamo, com'è noto, Richard Wagner).
Nelledizione in scena a Ferento Norma è interpretata da Manami Hama. Gli altri interpreti sono: Ambra Vespasiani (Adalgisa), Seok Be Ha (Pollione), Giancarlo Tosi (Oroveso), Emanuela Giudice (Clotilde) e Antonio Pannunzio (Flavio).