Viterbo 16 luglio 2005 ore 8,10 Una maggioranza, incerta, confusa, priva di leader. Così è apparso il centrodestra, ieri pomeriggio a Palazzo dei priori. Anche se poi Bennati (FI) ci mette una pezza e, con un emendamento sulla chiusura di via Marconi che dice tutto e non dice nulla, la ricompatta. Con la sola esclusione di Paola Selvaggini(An), bonatestiana di ferro, che vota comunque contro insieme allopposizione.
Il consiglio comunale di ieri, è cominciato con un primo feroce scontro guidato Da Sandro Mancinelli (Ds) sulla decisione della giunta di proibire le manifestazioni politiche in città per Natale, Pasqua, per il Settembre Viterbese e San Pellegrino in Fiore. Una questione sollevata da Tusciaweb qualche giorno fa.
Dopo una vera e propria invettiva di Mancinelli nel nome della democrazia, perfino Nando Gigli (FI) ha invitato la giunta a modificare la delibera. Mi sembra un po paradossale - ha argomentato Gigli - che si possano vietare le manifestazioni politiche per un intero mese. Presumo e ho motivo di pensare che la giunta volesse riferirsi solo ai due tre giorni delle Feste di Santa Rosa. Insomma una bocciatura anche da parte di Gigli dellassurdo provvedimento. E chiaro, infatti, che la giunta intendeva proprio il Settembre viterbese altrimenti avrebbe scritto feste di Santa Rosa.
Non è mancato un siparietto, anema e core, con il saluto del sindaco della cittadina Brasiliana di Santa Rosa, Luis Ferdinando Gasperini, al consiglio. Con il simpatico Gasperini che si commuove.
Arriva la questione vera: la chiusura di Via Marconi.
Si è passati quindi al voto, su richiesta di Giulia Arcangeli (Ds), sullanticipazione del punto che prevede la discussione dellordine del giorno su via Marconi, presentato da Purchiaroni (FI), Moltoni (FI) e DAngelo (Udc) che in pratica demolisce lisola pedonale chiedendo la sospensione del provvedimento riducendola, in vista di una totale revisione, a poche ore serali dalle 19 alle 2 e con i mezzi pubblici che possono transitare per il resto della giornata da piazza del Sacrario a Piazza Verdi.
Primo braccio di ferro con la maggioranza di fede gabbianelliana che va sotto. Grazie a una serie di astensioni, tra le quali quella di Gigli, e una serie di sì della maggioranza e con lopposizione che vota compatta a favore. A parte quel distrattone di Fabbrini che sta nei corridoi a parlare al telefono con lamico Allegrini. E non saccorge neppure della battaglia in atto. Ma per fortuna lanticipazione passa a maggioranza e non ci sono problemi.
Inizia la battaglia sul merito, con la minoranza che si muove bene, e chiede compatta di azzerare il provvedimento di chiusura di via Marconi, non perché contraria alla chiusura ma perché il provvedimento appare estemporaneo e preso senza i dovuti passaggi a livello di consiglio e senza un minimo di consultazione dei cittadini.
A guidare loffensiva è Severo Bruno che chiede formalmente di ritirare il provvedimento e riiniziare tutto daccapo.
A questo punto spunta un primo emendamento allordine del giorno Purchiaroni and C. E quello di Paola Selvaggini in cui in pratica si chiede lazzeramento del provvedimento e che si inizi un iter normale, con il passaggio in terza commissione, per i provvedimenti sulla viabilità.
A questo punto viene chiesta una pausa di cinque minuti del consiglio che in realtà dura un paio di ore, per tentare di unificare i documenti. Gigli se ne va. Il sindaco è definitivamente scomparso dal consiglio. Si arriva a un emendamento di mediazione stilato da Bennati allacqua di rose, in cui si invita la giunta a proseguire nella sperimentazione messa in atto, valutando luso dei mezzi pubblici. In particolare consentendo il passaggio in via Marconi dal parcheggio del Sacrario a piazza Verdi. Invita altresì a verificare, in questo periodo di sperimentazione, lorario di chiusura del traffico.
Il documento chiede poi di dedicare la prima seduta di settembre del consiglio alla chiusura di via Marconi.
A questo punto si va al voto. Sullordine del giorno della Selvaggini, che chiede lazzeramento convergono le opposizioni ma non la spuntano. Viene, infatti, bocciato con 17 no, 12 si e due astenuti.
Passa invece lemendamento Bennati con il voto di FI, An e Udc. Votano no opposizioni e la Selvaggini. Con Purchiaroni & c. che si astengono e non capiscono che in questo modo il loro ordine del giorno viene vanificato.
Insomma sarà stata la calura, ma le opposizioni, il senatore e presidente di An Bonatesta che teleguidava il consigliere Selvaggini dallesterno, e i tiepidi di Forza Italia sono stati gabbati dalle procedure. E forse per qualche alchimia di troppo.
Contento lassessore Zucchi che andandosene spiega di essere molto favorevole alluso dei mezzi pubblici, e mi batterò per questo. Come dire che a lui lordine del giorno approvato con lemendamento unitario Bennati va benissimo.
Il consiglio si è poi sciolto per mancanza del numero legale.