Viterbo 9 giug
no 2005 - ore 12,10 - Leros che canta. Il mito che è pura musica. Patty Pravo, ieri sera in un teatro Unione gremito, ha regalato, in una atmosfera libera e liberatoria, due ore e mezzo di grandi emozioni.
E bastato vederla sul palco, col suo corpo esile ed elegantissimo, i suoi modi aristocratici per essere rapiti.
In questa Italia sempre più bigotta per convenienza, un ventata di dolce trasgressione laica.
Patty Pravo ha iniziato con un pezzo rock, che dentro al teatro Unione era inascoltabile dal punto di vista dellacustica. Tanto che, a fine serata, la stessa Patty Pravo ha sottolineato: la mia musica non è adatta ai teatri.
Ma poi il mito ha infilato una serie di successi di una bellezza struggente. Interpretati con la raffinatezza di chi e libera dentro e non ha bisogno di facili consensi. Da "Pazza idea" a "Ragazzo triste". Da "Pensiero stupendo" di Ivano Fossati alla "Bambola". E così via in un crescendo di atmosfere sensuali e dense di libertà.
I momenti più alti ed emozionanti del concerto sono stati i pezzi che Patty Pravo ha cantato senza gruppo. Al piano da sola. Bellissimi.
Per capire che cosa sono stati gli anni settanta, che cosa è stata la forza liberatoria della cultura hippy, bastava essere lì ieri sera. E chi cera ha avuto netta la sensazione di avere il privilegio di guardare il mito.
Coinvolgente lomaggio a Gabriella Ferri. Patty Pravo ha cantato magistralmente Sempre, una delle grandi canzoni di Gabriella Ferri. E a metà dellesecuzione non è mancato un momento di commozione per la grande artista romana scomparsa. Alla fine della canzone, tutto il teatro si è alzato in piedi ed ha applaudito.
Insomma, poche volte ormai la storia passa da questa città di provincia che è Viterbo. Ieri sera la storia è passata dal teatro Unione. Era elegantissima, bellissima, libera e carica di erotismo allo stato puro.