Viterbo 9 giugno 2005 - ore 0,10 - E Forza Italia fa autocoscienza. Sì, sembrava proprio una seduta di autocoscienza, quella che ha accolto la coordinatrice regionale, appena designata da Berlusconi, Beatrice Lorenzin, ieri sera nella sede del partito.
Non sono mancati gli scambi di accuse. Con lex socialista Fasciolo attaccato da un altro socialista. O un battibecco tra Marini e Barbieri. Insomma cose ordinari amministrazione.
Alla presidenza dellassemblea di quadri di Forza Italia cerano Socciarelli, Arena e la Lorenzin.
Grande assente Nando Gigli. Altro grande assente il commissario Viceconte. Presenti oltre Marini, Santucci, Zucchi, Tofani e molti altri amministratori.
Tra gli interventi significativi quello di Marini. Abbiamo perso la Provincia - ha detto Marini - perché una parte di Forza Italia si messa a fare lago della bilancia. Siamo caduti nella trappola per appena 250 voti. Ma cè chi non è convinto della diagnosi di Marini e gli grida, come ha fatto Barbieri Non si può perseverare nellerrore. Se abbiamo perso la responsabilità e di Tajani.
Non sono neppure mancate le battute con Marini che dice sorridendo: Mi avevano detto che dovevo andare alla Camera e invece mi tocca andare alla camera di commercio.
Alla fine la Lorenzin tenta di rimettere la discussione su basi solide.
Il confronto - ha argomentato - deve essere sui contenuti e non sulle persone. Chiederò al partito di organizzare in tempi brevi il congresso, perché serve una leadership chiara e forte. Non servono i coordinatori nominati dallalto. Va ricostruito quel gioiello che il partito di Viterbo è sempre stato per Forza Italia. Per fare questo va in primo luogo fermata la guerriglia interna che distrugge il partito.
La Lorenzin poi si è dilungata sulla questione della casa comune dei moderati che non significa la fine di Forza Italia.
O si è partito con le tessere, il confronto, i congressi oppure si rischia di essere mangiati, fagocitati dagli alleati, ha sostenuto la coordinatrice.
Insomma, congresso subito, partito normale, fine della guerriglia interna, stop al fuoriuscitismo. Questa la ricetta della Lorenzin per riportare il partito alla normalità. Bisognerà vedere ora se i guerriglieri saranno disposti a farsi irreggimentare in un esercito regolare da un generale così giovane.