Viterbo 8 giugno 2005 - ore 17,14 - Senza Filtro- "A nessuno venga in mente di trasformare un confronto, seppure "forte", all'interno di AN a proposito del diritto alla vita, in un referendum strumentale pro o contro il leader del partito, Gianfranco Fini". Lo sostiene il senatore Michele Bonatesta, componente della direzione nazionale di AN, "dopo aver letto l'intervista di Fini al "Corriere della Sera", ascoltato il suo intervento da Costanzo e preso atto delle reazioni all'interno del partito".
"Se e quando questo referendum ci sarà, -continua Bonatesta- non potrà che avvenire nel momento e nella sede dovuta, vale a dire dopo le elezioni del 2006 e nel congresso nazionale. Nel frattempo, gli "inutili idioti" di ieri e gli "idioti inutili" di oggi non cerchino di coinvolgere in lotte di potere strumentali o di scalate ai vertici del partito chi ritiene, ancora oggi, che la dirigenza di AN dovrebbe rappresentare prioritariamente gli interessi e le scelte del popolo di destra, anziché le proprie".
"Detto questo -aggiunge il senatore- ribadisco, da parte mia, la scelta del non voto ai referendum contro la legge 40, una scelta che ho fatto in coscienza, coerentemente con il mio voto in Parlamento a favore della normativa. E non esprimo giudizi sulle opinioni e sulle scelte di Fini da lui fatte in coscienza. Gli chiedo solo di fare altrettanto. Di non esprimere giudizi su chi, in coscienza, non andrà a votare a questi referendum, ritenendoli strumento del tutto inadeguato e inadatto per intervenire su materie così complesse".
"Un'ultima cosa -conclude il presidente della federazione provinciale di AN-: è giunto il momento che il sindaco di Viterbo, Giancarlo Gabbianelli, dica come si comporterà a questi referendum. A livello provinciale, lo hanno fatto tutti gli esponenti politici di rilievo. Manca solo lui. I viterbesi hanno diritto di sapere come la pensa su una questione che chiama in causa valori fondamentali e decisivi".