Viterbo 8 giugno 2005 - ore 17,14 - Senza Filtro La polemica messa in piedi dal consigliere Giulio Marini sulla scelta fatta dalla nuova giunta provinciale di nominare un direttore generale, oltre a rappresentare una caduta di stile sul piano personale, mi sembra inconsistente e del tutto strumentale.
La figura del direttore generale degli enti locali è stata introdotta nel nostro ordinamento nel 1998 al fine di esaltare lautonomia organizzativa e gestionale dei comuni e delle province, avvicinandone lesperienza a quella delle organizzazioni aziendali (da qui la definizione data dalla pubblicistica di settore di city manager). Gli enti più importanti hanno compiuto una scelta del genere individuando tali figure con compiti di interfaccia diretto tra le funzioni di indirizzo e di controllo proprie del livello politico e quelle gestionali proprie della struttura burocratica.
Lo stesso Giulio Marini, quando era presidente, previde questa figura nello Statuto e nel regolamento sull'ordinamento degli uffici provinciali ritenendo opportuno disporre di una professionalità di quella natura. Anche laltro ente locale di grandi dimensioni, il comune capoluogo, amministrato dallo schieramento politico di cui fa parte il consigliere Marini, scelse lanno scorso di dotarsi di un city manager, mentre diversi comuni di dimensioni minori hanno scelto di conferire le funzioni di direttore generale al segretario comunale, come consentito dalla normativa.
Questa Giunta provinciale è oggi alle prese con una situazione organizzativa e finanziaria difficile e confusa ereditata dallamministrazione Marini. Per questo abbiamo ritenuto di fare ricorso alla esperienza, alla competenza, alle conoscenze ed alle capacità del prof. Luciano Dottarelli per sovrintendere al riassetto ed al rilancio della macchina amministrativa, sapendo che si tratta della persona con le qualità più appropriate per svolgere questo ruolo. Riteniamo che saprà farlo valorizzando al massimo le competenze, le professionalità, le capacità e la dedizione dei dirigenti, dei funzionari e di tutto il personale dellamministrazione. Ciò potrà piacere o meno, ma rientra tra le prerogative della giunta per poter operare nel migliore dei modi e conseguire gli obiettivi programmatici per i quali le elettrici e gli elettori hanno espresso il proprio consenso.
Quanto alla questione dei costi, nel comunicato di Marini cè un po di confusione, tale da portare addirittura ad un raddoppio delle cifre. Va pertanto precisato che la retribuzione prevista per il direttore generale è pari a quella dei dirigenti dellente, aumentata del 10%, in considerazione della temporaneità dellincarico, del carico di lavoro e delle funzioni di coordinamento affidategli.
Peraltro basta comparare queste cifre a quelle del compenso del direttore generale del Comune di Viterbo per capire come la Provincia abbia adottato una misura dei costi molto contenuta (la metà circa).
A proposito, mentre la Giunta comunale di Viterbo (allora con Forza Italia fuori) scelse di affidare al giudizio esclusivo del Sindaco la scelta del city manager, vorrei sottolineare che la mia giunta provinciale ha invece non solo scelto di attivare questa funzione, ma ha anche unanimemente individuato la persona, da tutti stimata, apprezzata e ritenuta la più appropriata.
Quanto allaccenno sullaumento del numero degli assessori vale la pena di ricordare che esponenti della Casa delle Libertà, prima delle elezioni, hanno pubblicamente affermato che nellaccordo per la candidatura di Francesco Battistoni era previsto laumento del numero degli assessori da sei ad otto. Se, toccato a noi lonere di amministrare, abbiamo scelto di avvalerci di questa facoltà (voluta a suo tempo proprio dalla maggioranza che sosteneva Marini) che cosa ci si può trovare di scandaloso?
Veniamo infine al tono ironico sulla filosofia ed i filosofi, sul quale cè ben poco da dire, se non sottolineare il cattivo gusto delle affermazioni del tipo predica bene e razzola male venute da colui, appunto Giulio Marini, che da Presidente della Provincia non ha esitato a cumulare diversi incarichi retribuiti suscitando i malumori dei suoi stessi alleati.
Mi limito a sottolineare che Dottarelli è un uomo di cultura, un docente stimato, un esponente politico con una notevole esperienza amministrativa, che può operare al meglio per far funzionare la macchina di Palazzo Gentili.
Dovrebbe sapere il consigliere Marini (che tanto ama Talete da averne voluto il nome per la Società di gestione del ciclo delle acque) che negli ultimi secoli il pensiero filosofico si è arricchito di nuovi punti di vista sul ruolo di chi si accosta a questa disciplina. Già nellottocento il pensatore di Treviri citato nel suo intervento diceva che fino ad oggi i filosofi hanno interpretato il mondo: adesso è venuto il momento di cambiarlo (cioè di confrontarsi con i problemi e di risolverli). Ma forse Marini non sa che molti dei top manager di molte importanti aziende private hanno nel loro curriculum formativo proprio gli studi di filosofia.
Peraltro, ben conoscendo Luciano Dottarelli, so che egli è sufficientemente consapevole da non incorrere nellerrore di presunzione stigmatizzato in una recente canzone di Ivano Fossati, secondo il quale chiamano filosofi sé stessi / gli insegnanti di filosofia. Sono certo invece che Dottarelli sarà una vera risorsa per risollevare le sorti di un ente che gli ultimi otto anni di amministrazione, con decine di consulenze milionarie elargite a destra e a manca, hanno reso inefficiente spesso mortificando le professionalità interne. Inefficienza ed incapacità di raggiungere qualsivoglia risultato di cui si sono ben accorti le elettrici e gli elettori, che lo hanno certificato appena un mese e mezzo fa.
Il Presidente della Provincia di Viterbo
Alessandro Mazzoli