Viterbo 8 giugno 2005 - ore 0,10 - Superesperti per le aziende dei servizi comunali, la maggioranza di Gabbianelli si liquefà. Il provvedimento passa solo grazie al voto dei quattro consiglieri della Margherita.
E così Gabbianelli, al di là dal soccorso bianco della Margherita che però appare solo un fatto accidentale, rimane sempre più solo. Ieri sera in consiglio comunale ha visto davanti i suoi occhi dissiparsi come neve al sole la sua maggioranza e per far passare il punto che prevede di spedire una sorta di commissione di tre superesperti nelle tre aziende comunali, Cev, Robur e Francigena, per controllare il loro operato, ha dovuto appoggiarsi sulla Margherita. Una sorta di commissariamento, come ha detto la minoranza di sinistra delle aziende comunali, quello previsto dal provvedimento. Un controllo e niente più, come ha sostenuto lassessore Bracaglia. I superesperti dovrebbero essere Giorgio Zuccaro Labellarte vicino a Forza Italia; Roberta Albano area Gabbianelli più che An e Nicolò Amato designato dalla Margherita.
Particolarmente prestigioso il nome di Nicolò Amato già magistrato e poi direttore generale del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Come dire il responsabile di tutte le carceri italiane. Un personaggio di altissima levatura, va detto, al di là delle beghe cittadine. Quando fu silurato dalla carica di direttore generale delle carceri il radicale DElia disse di lui tra laltro: è stato silurato il massimo artefice di quel carcere della speranza che ha significato umanizzazione delle pene, uscita dal terrorismo di centinaia di persone, fine delle rivolte in carcere. Insomma un personaggio di primo livello che va ad infilarsi in una storia locale. La cui designazione, se si vuole, ha salvato Gabbianelli, quantomeno da una pessima figura.
Un po, infatti, per le assenze (Gigli, Gasbarri, Moltoni, Purchiaroni per Forza Italia; Scaramuccia di An; Taborri dellUdc), un po per le uscite momentanee (DAngelo dellUdc; Selvaggini e Turchetti di An) il povero Gabbianelli è rimasto senza maggioranza. Una pezza questa volta ce lha messa la Margherita. Ma una cosa appare certa: la maggioranza scricchiola. E cè stato addirittura chi ha motivato la propria uscita dallaula come la consigliera Selvaggini di An, di fede bonatestiana.
Insomma cè malumore a Palazzo dei Priori.
Le opposizioni di sinistra (Bruno per Viterbo, Ds e Rifondazione) hanno anche loro scelto di uscire dallaula al momento del voto e per poco non è mancato il numero legale. Insomma il provvedimento è passato con appena 22 voti. La maggioranza si è sbriciolata e la minoranza si è divisa. Con i quattro consiglieri della Margherita che hanno votato insieme a una maggioranza altrimenti minoritaria. Ma in questo ultimo caso tutto lascia pensare si sia trattato di una divisione tattica. Mentre per la maggioranza la divisione appare strategica e politica.
Tanto che il presidente di An, Michele Bonatesta, non ci ha pensato due volte a dichiarare che la cosa più seria sarebbe che i presidenti delle società si dimettano e che al loro posto vadano i superconsulenti. E chiaro infatti che con questa operazione si sfiduciano i presidenti. Come dire che nella sostanza hanno ragione le opposizioni che ha più riprese hanno parlato, nel corso del dibatti, di commissariamento sostanziale delle tre aziende di servizi e di esautorazione del consiglio.
Il Consiglio comunale era iniziato con la protesta dei consiglieri della circoscrizione di Bagnaia che hanno la sede del consiglio inagibile.
Il consiglio aveva anche approvato allunanimità una variazione di bilancio di 300 mila euro per i lavori di restauro del museo. Ed ha stanziato 24 mila euro per la messa in sicurezza sempre del museo. Allunanimità è passata anche lindividuazione del territorio montano del comune di Viterbo ai fini delladesione alla comunità montana.