Viterbo 6 giugno 2005 - ore 16,10 - Senza Filtro - Ha fatto bene il Consigliere provinciale di Rifondazione Comunista, Massimo Miccini, a stigmatizzare la decisione di impegnare una gran quantità di risorse pubbliche per lorganizzazione a Viterbo di una tappa del Festivalbar.
Ma davvero lofferta culturale di cui necessita il nostro territorio può continuare ad essere legata a cosiddetti grandi eventi (ammesso e non concesso che il Festivalbar possa essere ritenuto tale) e non invece ad una politica diversa che sostenga la produzione culturale locale, la diffusione dellaccesso per tutti, la realizzazione di spazi a sostegno di unidea di cultura come bene comune?
Da Assessore alla cultura di un piccolo Comune che deve fare i conti con una programmazione culturale che da anni sconta lassenza di politiche pubbliche e la costante riduzione dei finanziamenti, provo indignazione per una scelta (che i viterbesi pagheranno due volte) e che immagina la cultura come evento casuale (oltre che demodé) da consumare in una serata a beneficio di un po' di visibilità a buon mercato.
Anche nel campo della cultura serve discontinuità rispetto al passato. Non è del Festivalbar che abbiamo bisogno, né delle scelte clientelari degli ultimi anni, ma di una politica che individui la propria centralità nel sostegno e nella valorizzazione di una molteplicità di esperienze locali che (dalla musica al teatro ) producono cultura in un quadro di assoluta assenza di strumenti, spazi e risorse.
Giancarlo Torricelli, Assessore alla Cultura a Bassano Romano