Viterbo - Le opere d'arte erano finite sotto le macerie del museo crollato a maggio Salvi il coro ligneo del cinquecento e le tele del Mazzanti
Viterbo 30 giugno 2005 ore 11,40 Salvo il coro ligneo di San Clemente del cinquecento. Salve e ricuperabili le tele del Mazzanti. Le opere darte erano finite sotto le macerie del museo, crollato a maggio.
La prestigiosa tribuna del coro ligneo, in noce, della duecentesca Chiesa di san Clemente, che si trovava al di sopra dellex Mattatoio, secondo ambienti vicini alla Sovrintendenza, potrà essere recuperata nella sua interezza e quindi sarà possibile restaurarla.
Salve e in buona parte ricuperabili, dopo un attento restauro, sono anche le tele del pittore romano Ludovico Mazzanti, che in un primo momento si ritenevano distrutte.
Le due importanti opere furono oggetto di attenzione quando, il 25 Maggio scorso, alle ore 18,15, unala del Museo civico di Viterbo crollò improvvisamente.
Allinterno si stava per inaugurare una mostra e, grazie al ritardo di un amministratore, fu evitata la tragedia.
Nota storica
Fu la Confraternita di San Clemente, nel 1596 che commissionò a Giulio Spina, Valeriano di Silvestro da Bagnaia ed Ottaviano Vachini, viterbese, la spalliera del coro con la panca degli officiali, dietro un compenso di duecento scudi. Il lavoro fu portato a termine nel 1599.
Le tele del Mazzanti, che morì a Viterbo nel 1775, raffigurano la Presentazione al Tempio e la Natività della Vergine. Dovevano servire come bozzetti per i dipinti da eseguire nella Chiesa dellAnnunziata a Napoli.
Nelle foto il coro del cinquecento e i quadri del Mazzanti