Viterbo 2 giugno 2005 - ore 0,10 - Senza Filtro - "No agli ulteriori tagli dei fondi strutturali dell'Unione europea previsti nella cosiddetta proposta Junker, che avrebbero gravi ripercussioni sul Lazio e, in particolare, sulla provincia di Viterbo. Nell'interesse primario del nostro territorio, ci batteremo perché i finanziamenti non vengano toccati e, in questo senso, appoggiamo e sosteniamo in pieno la posizione del vicepresidente del Consiglio e leader di AN, Gianfranco Fini, il quale ha annunciato che, se non si troverà l'accordo in sede comunitaria, l'Italia eserciterà il diritto di veto e bloccherà il bilancio Ue". Lo affermano il senatore Michele Bonatesta, presidente della federazione provinciale di AN, Laura Allegrini, consulente del gruppo di AN al Parlamento europeo e responsabile Enti Locali della federazione provinciale del partito, e Roberta Angelilli, europarlamentare di AN, che hanno oggi partecipato ad una manifestazione in materia a cui era presente anche una rappresentanza di Azione Giovani, l'organizzazione giovanile del partito.
"AN -assicurano- è fortemente mobilitata a livello nazionale e comunitario, ha promosso un incontro con gli europarlamentari, ha fatto sottoscrivere un appello a tutti i deputati e i senatori che verrà inviato al presidente della Commissione e al presidente del Parlamento europeo. E anche a livello regionale e provinciale il nostro impegno è totale: abbiamo trasformato l'appello in un ordine del giorno da far sottoscrivere all'amministrazione regionale e provinciale e a tutte le amministrazioni comunali".
Per gli esponenti di AN, "il Lazio e la provincia di Viterbo non possono permettersi di perdere quei fondi che, grazie al buongoverno di Storace, erano addirittura aumentati, con la premialità. Sarebbe un danno troppo grande, perché, a differenza del passato, quando i soldi arrivavano e non venivano spesi, ora arrivano e vengono spesi interamente".
Bonatesta, Allegrini e Angelilli sottolineano che la situazione nel Lazio "sarebbe gravissima: con la proposta della Commissione europea avremmo un 20% in meno di fondi e con la proposta Junker vi sarebbe una riduzione ulteriore di più del 20%, pari quindi ad un totale di circa il 40%, il che, tradotto in cifre, significa 610 milioni circa in meno di finanziamenti. Ma il danno sarebbe ancora più grande, poiché, di conseguenza, verrebbero meno anche i fondi dei cofinanziamenti statali. In tutto, alla fine, perderemmo il 60-70% dei fondi attuali. E in settori strategici -fanno rilevare gli esponenti di AN- come la competitività, la coesione, l'innovazione tecnologica e la ricerca, le politiche di libertà, giustizia e sicurezza, gli aiuti allo sviluppo rurale. Sarebbe una vera e propria iattura che va evitata in ogni modo".
"La bocciatura francese della Costituzione Ue -concludono Bonatesta, Allegrini e Angelilli- dovrebbe pure aver insegnato qualcosa agli euroburocrati di Bruxelles e Strasburgo: l'Europa deve essere per i cittadini, non contro di essi. Cosa che, ad esempio, non aveva capito Prodi il quale, da presidente della commissione europea, pur di andare contro Berlusconi e il suo governo, non ha mai fatto gli interessi del proprio Paese".