Viterbo 29 giugno 2005 ore 0,10 - Senza Filtro - Ho seguito con attenzione le polemiche di questi giorni relative al tratto di mura civiche ricostruite e da poco inaugurate e credo che la maggior parte delle invettive abbiano sbagliato destinatario in quanto nella vicenda il Comune ha veramente una parte marginale.
Essendo stato presente all'inaugurazione, dai discorsi tenuti dagli esperti della Sovrintendenza è risultato chiaro come il tipo di ricostruzione adottata sia stata una loro precisa scelta; infatti il merito delle tecniche di ricostruzione e del tipo di progetto è insindacabilmente della Sovrintendenza del Lazio, che ha commissionato ed in seguito pagato il progetto di ricostruzione, non voglio neanche pensare cosa sarebbe successo se questo tipo di intervento lo avesse fatto un ente od un privato senza la loro approvazione.
Certamente un restauro visivo, cioè che si vedesse la ricostruzione, poteva essere fatto anche con i vecchi conci o parte di essi, che a quanto pare sono stati riutilizzati per il tratto di sottoscarpa delle mura, la maggior parte delle pietre risultava inutilizzabile..
Ciò non toglie che a mio parere questo tipo di intervento poteva essere eseguito da una qualsiasi ditta, applicando il prezzario regionale, dopotutto è solo un muro nuovo, invece si è applicato il prezzario della sovrintendenza, più alto del regionale in quanto indirizzato a ditte specializzate nelle opere monumentali, arrivando a spendere la bellezza di oltre 1.800mila euro, buona parte della Sovrintendenza stessa e in piccola parte 90mila euro del Comune.
Certamente il tempo per accorgersi di come venivano ripristinate le mura c'è stato, si vedeva da subito che la Sovrintendenza voleva lasciare il segno dell'intervento ricostruttivo, ora non possiamo che tenercele.
Si potrebbe pensare a rendere le nuove mura civiche più amalgamate con le vecchie, magari aiutando madre natura con processi artificiali di invecchiamento del peperino.
Se i viterbesi non hanno apprezzato l'estetica dovranno per forza convenire sulla resistenza delle nuove mura: una doppia fodera di peperino riempita di calcestruzzo con ferri del 26 in acciaio inox, neanche una centrale atomica sarebbe più resistente!
Enrico Maria Contardo
Consigliere Comunale