Viterbo 29 giugno 2005 ore 0,10 - Senza Filtro - Il sindaco Gabbianelli, in qualità di coordinatore dei Sindaci Italiani presso il Comitato delle Regioni (la struttura europea delle autonomie locali che comprende i 25 Paesi che compongono il parlamento Europeo), ha ricevuto dal segretariato Generale della Commissione Europea una lettera in merito alla questione, sollevata dallo stesso Gabbianelli nel corso della seduta del Comitato del marzo scorso, relativa alluso della lingua italiana con particolare riferimento alle traduzioni nelle conferenze stampa.
Come si ricorderà, la mancata presenza dellitaliano nelle comunicazioni ufficiali dellUnione sollevò proteste e polemiche ai massimi livelli del Governo italiano ( si ricorderanno le dichiarazioni del Commissario Frattini e del Ministro degli Esteri Fini), e Gabbianelli si rese protagonista della prima richiesta a carattere ufficiale in sede parlamentare, al Presidente UE Barroso, di utilizzare e mantenere la lingua italiana nelle comunicazioni ufficiali dellUnione: Non solo lItalia rimane uno dei Paesi fondatori dellUE, aveva detto Gabbianelli nel suo intervento al Comitato delle Regioni , ma litaliano è espressione di una cultura e di una storia che non possono essere marginalizzate.
E nella lettera proveniente da Bruxelles si ribadisce che non solo la Commissione attribuisce massima importanza alla questione sollevata da Gabbianelli, ma con particolare riferimento alle conferenze stampa, il Segretariato Generale, appositamente incaricato dal presidente Barroso dichiara che il regime linguistico in sala stampa è stato adattato per tener conto dellallargamento e senza alcun intento discriminatorio; quanto invece alle conferenze stampa dei Commissari, lobiettivo è di garantire uninterpretazione completa: nellimmediato, si legge, è intenzione della commissione offrire uninterpretazione verso il maggior numero di lingue possibili.
La risposta giunta da Bruxelles costituisce una battaglia vinta nel segno della civiltà e a tutela di un patrimonio culturale immenso, quale quello espresso attraverso la lingua italiana, che è patrimonio universale" ha detto Gabbianelli Come ho già detto in sede europea, considero la firma della Costituzione Europea a Roma non una semplice localizzazione geografica, ma una scelta dettata dalla necessità di ricollegarsi alle origini dellEuropa Moderna.