Viterbo 28 Giugno 2005 ore 10 Il detenuto, nel carcere di Mammagialla, Paolo Persichetti, ha iniziato lo sciopero della fame, chiede di essere trasferito in un carcere romano, ove sia possibile studiare e lavorare.
Venne accusato di appartenere alle Brigate rosse ed è lui stesso che con una lettera comunica la sua decisione che resterà amovibile Finché la richiesta di trasferimento in una sede carceraria romana di tipo penale non verrà accolta.
Persichetti lamenta il mancato accoglimento da parte del tribunale di sorveglianza di Roma del reclamo avverso il rifiuto della concessione del permesso di uscita, pronunciato il 12 Febbraio, dal magistrato di sorveglianza di Viterbo.
Rigetto nei confronti del quale, il collegio giudicante lamenta la mancata conclusione dellosservazione della personalità come ragione essenziale che allo stato impedirebbe laccoglimento del beneficio richiesto, mostrando di non condividere il giudizio apodittico pericolosità sociale e sul pericolo di fuga, nonché sulla mancata dissociazione, così evidenziati dal magistrato di Viterbo.
Tale inadempienza dice Persichetti non può essere certamente attribuita al detenuto, ma è conseguenza dellatteggiamento omissivo che ha ispirato laffrettata risposta pronunciata senza prima aver predisposto laggiornamento delle relazioni trattamentali, risalenti al Novembre 2003.