|
L'esposto alla procura per il piano di recupero dell'ex Ceramica Tedeschi
Al Procuratore della Repubblica di Viterbo Via Cardarelli n.26 Viterbo.
P.c.:
Al Sindaco di Viterbo Via Ascenzi n.1 Viterbo.
Al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per i Beni Ambientali ed architettonici del Lazio. Via Cavalletti n.2-00186-Roma.
Rettore dell'Università della Tuscia Via S.Maria in Gradi n.4
Oggetto: esposto sul piano di recupero delle "Ceramiche Tedeschi"
Sono un cittadino italiano di nome Osvaldo Ercoli, nato a Vallerano provincia di Viterbo il 30-01-1930, residente a Viterbo in Via Asiago N. 14, con recapito telefonico 0761-341145.
Mi permetto invitarla, nell'esercizio delle sue funzioni di controllo, a porre la sua attenzione sulla legittimità della licenza edilizia N.1 rilasciata dal Comune di Viterbo il 8-1-2004 alla Società EUREKO srl.
Premetto che lo spirito del mio intervento è unicamente la speranza di poter recuperare e quindi restituire alla città di Viterbo ed ai suoi abitanti il parco pubblico di circa 9000 metri quadri, ubicato in pieno centro, e già previsto su quell'area dal Piano Regolatore Generale (PRG) del 1979.
I motivi che sorreggono la mia "speranza" si fondano sulle considerazioni che vengo a porre alla sua attenzione.
1. Inopportunità "urbanistica" dell'Amministrazione Comunale di trasformare un "Parco Pubblico", che sarebbe ubicato in centro storico, in un massiccio blocco di cemento con 90 mini appartamenti, 100 Box e 4000 metri quadri d'area commerciale, con il conseguente ed inevitabile aggravio delle condizioni di vivibilità, e delle già precarie condizioni di circolazione di Via Tedeschi e via S.Maria in Gradi.
2. Lo stridente ed inconcepibile contrasto fra la colata di cemento e la splendida Chiesa di S.Maria in Gradi, separati solo da un muro divisorio, con l'aggravante che la colata di cemento ne limiterà anche la visibilità. È proprio su questa contraddizione che, a mio avviso, prendono maggiormente corpo, i motivi dell'illegittimità della licenza edilizia: motivi che vengo ad esporre:
- Il 21- 6- 2000, la soprintendenza comunica al Comune di Viterbo ed alla Società proprietaria dell'area da edificare un parere che vieta di fatto qualunque edificazione, firmato: Baldi.
- Il 21- 12- 2003, la soprintendenza comunica al Comune di Viterbo ed alla società EUREKO un parere (firmato Centroni), che, di fatto, annulla le prescrizioni contenute nel parere del 1- 6- 2000, permettendo la realizzazione del progetto già presentato e l'Amministrazione con delibera N.1 del Consiglio Comunale del 8- 1- 2004, concede la licenza edilizia.
- Il 24- 6- 2004, la soprintendenza ritira il parere del 1- 12- 2003 (edificabilità) rendendo automaticamente operativo il parere del 21- 6- 2000 che vieta di fatto ogni edificazione. Il parere porta la firma dello stesso Centroni che sette mesi prima aveva dato parere che permetteva l'edificazione.
- L'Amministrazione non chiede ragione della clamorosa contraddizione che poteva restituire l'area ai Viterbesi, ma come un diretto interessato alla colata di cemento, si affianca alla ditta costruttrice e il 6- 8- 2004 presenta ricorso al TAR a difesa del progetto.
- Quale sia stato l'esito del ricorso al TAR ed il susseguirsi delle varie vicende dopo il parere del 24- 6- 2004 (inedificabilità) non mi è stato possibile sapere, ma la cosa che di certo è avvenuta è che la soprintendenza cambia di nuovo parere, parere che permette all'Amministrazione di rilasciare la licenza edilizia, e permette alla EUREKO di iniziare i lavori, su un nuovo progetto, che sembra prevedere un piano in meno e la conservazione d'alcuni reperti archeologici industriali.
- Il nuovo progetto essendo una vera e propria variante del vecchio progetto, avrebbe dovuto essere di nuovo esaminato, sia dalla commissione, sia dal Consiglio Comunale, cosa che per "escamotage" vari non è avvenuta. Anche solo questo elemento, non è motivo d'illegittimità?
- A sostegno di quanto appena affermato allego copia della delibera N.2 del 17- 02- 2005 firmata dall'assessore all'urbanistica Maurizio Tofani, avente per oggetto il piano di recupero ex " Ceramiche Tedeschi". Presa d'atto del progetto di variante approvato dalla Sovrintendenza, e determinazioni conseguenti.
- Delibera fornitami dal consigliere comunale Prestininzi Marco, che commenta con le informazioni che seguono:
- in data 25-2-2005 il Consiglio Comunale avrebbe dovuto, come da ordine del giorno, deliberare in merito alla proposta di cui sopra. Il Sindaco e la Giunta in quella seduta hanno invece riferito al Consiglio che non avrebbero sottoposto a votazione la proposta di deliberazione, adducendo la motivazione che se ne sarebbe occupato il dirigente del settore competente.
- In data 11-3-2005 veniva presentato un ordine del giorno da dieci consiglieri di minoranza tra i quali, primo firmatario, Prestininzi Marco (cofirmatario dell'esposto), in cui si chiedeva di ridiscutere in merito al piano di recupero dell'area denominata "ex Ceramiche Tedeschi".
- Dopo vari rinvii l'ordine del giorno è tornato in terza commissione il 17-5 2005. Con determinazione a maggioranza dei consiglieri, la commissione non ha ritenuto opportuno portare in consiglio la proposta di deliberazione, nonostante la disamina delle motivazioni addotte dal consigliere Prestininzi, e sostanzialmente ribadite nel presente esposto.
- Nelle more dell'approvazione della variante di progetto da parte del consiglio comunale, che poi non è mai avvenuta, i lavori di edificazione nell'area "ex Ceramiche Tedeschi" non sono mai stati interrotti, nonostante un parere di sospensione manifestato per iscritto dal dirigente di settore architetto Capoccioni al sindaco, all'assessore all'edilizia, e al dirigente del settore ottavo. A tutt'oggi i lavori nell'area in questione proseguono. Con quale autorizzazione?
Nel mondo che si ispira al codice delle leggi non scritte, il problema esposto non potrebbe che avere esito positivo, ossia: un parco pubblico di circa un ettaro in pieno centro.
Nel mondo invece in cui viviamo il problema è più complesso, ma sperare in tempi migliori è doveroso e sempre bene augurante.
Cordialmente
Osvaldo Ercoli
Marco Prestininzi
|