Viterbo 26 giugno 2005 ore 0,10 - Senza Filtro - Di fronte allevoluzione del fenomeno tossicodipendenza, con la diffusione sempre più preoccupante della poliassunzione, legata allemergere di nuove forme di disagio, occorre una strategia che punti su un approccio multidisciplinare al problema ed attento alla singola persona, sulla prevenzione e sulleducazione.
Le istituzioni non devono restare indifferenti. La stessa Regione può svolgere un ruolo importante, favorendo un processo che abbia un punto di forza nella rete dei servizi e, al tempo stesso, rivolgendo maggiore attenzione verso i giovani, attraverso lattuazione di politiche volte a valorizzarne le energie. E quanto afferma Giuseppe Parroncini, capogruppo di Uniti nellUlivo - Ds alla Regione Lazio, commentando le valutazioni espresse dal Servizio tossicodipendenze della Asl di Viterbo e dalla Comunità Ceis in occasione della giornata mondiale contro luso ed il traffico di sostanze stupefacenti, indetta per domani dalle Nazioni Unite.
Ritengo che, tra gli impegni della Regione, debba esserci quello di dare impulso ai dipartimenti delle dipendenze nelle Asl, anche per rendere più efficace il servizio pubblico, il lavoro degli operatori dei Sert, che affrontano ogni giorno, nel territorio, con fatica ma con competenza, la parte più difficile. E altresì fondamentale -prosegue Parroncini- stimolare ed agevolare la cooperazione tra il pubblico e le Comunità terapeutiche, come il Ceis, la cui azione è ispirata ad una forte solidarietà, i centri di accoglienza del privato sociale. Mettere insieme queste risorse, può consentire di attivare modalità di intervento flessibili e progetti di recupero personalizzati.
Certamente conterà molto -conclude il consigliere regionale- limpegno che metteremo per aiutare i giovani nellinserimento sociale e nel mondo del lavoro, come per rafforzare la prevenzione, informando i ragazzi nelle scuole, per esempio, o nei loro spazi di aggregazione. La tossicodipendenza si può, anzi si deve vincere.