Caprarola 25 giugno 2005 - ore 0,10 - Senza Filtro - Dal Paese dei Balocchi di Pinocchio e allIsola che non cè di Peter Pan, dal collegio di Gianburrasca al pianeta Piccolo Principe, dal viaggio di Dorothy verso il Mago di Oz alla scuola di Harry Potter.
Ma senza dimenticare il Paese delle meraviglie di Alice, i cieli del Gabbiano Jonathan Livingston e la Terra di Mezzo di Frodo & company... e tanto altro ancora. A Viterbo, dal 27 giugno e ogni lunedì sera fino al primo agosto, con la collaborazione dellassessore per le politiche giovanili Mauro Rotelli, lassociazione Giromondo ha organizzato una serie di incontri unici nel loro genere: approfittando anche dellaccompagnamento musicale di Luigi Rossi, giovani intellettuali provenienti da tutta Italia utilizzeranno i luoghi della fantasia infantile per ricostruire sulle ali della fantasia - come dice il sottotitolo delliniziativa - «i percorsi dellutopia giovanilistica» del Novecento. «Questa serie di appuntamenti sarà anche unoccasione spiega Silvia Giannisi, presidente di Giromondo per dare vita attraverso la cultura a uno degli angoli più belli di Viterbo»
«Dove vola Peter Pan», questo è il titolo dellintera serie di incontri che si terranno alle nove di sera negli splendidi giardini del Palazzo comunale: «Un titolo dice Filippo Rossi, organizzatore della serie di conferenze che cerca di spiegare come le culture giovanili del Novecento siano sempre state alla ricerca di un luogo altro rispetto alla vita reale, unisola che non cè in cui lavventura prende il sopravvento sulla normalità. Lutopia del Novecento, in fondo, si chiama avventura
certo conclude Rossi le favole di cui parleremo ci aiuteranno a descrivere linfanzia come costruzione simbolica e retorica, linfanzia come simbolo di quello che è stato definito il Secolo giovane. Nella convinzione che tutte le declinazioni della giovinezza sono, in fondo, lo specchio del Novecento perché, come ha scritto Milan Kundera, «i bambini non sono lavvenire perché un giorno saranno adulti; ma perché lumanità si avvicina sempre più a loro, perché linfanzia è limmagine dellavvenire».