Viterbo 25 giugno 2005 - ore 0,10 - Senza Filtro -Vorrei esprimere il mio dissenso più profondo nei confronti dell'Amministrazione Comunale per il mancato salvataggio della cosiddetta "Pinetina" del Barco. Un'emblema esemplare, questa vicenda, di come l'attenzione per il verde pubblico - nonostante i continui proclami - sia un mero optional dalle parti di Palazzo dei Priori. E così se ne andranno altri alberi (cipressi e pini nella fattispecie) e la città perde così un'altra occasione di essere un po' più verde e meno grigia. Complimenti.
Da quanto apprendo dagli organi di stampa locali, sembra che ormai ci sia poco o nulla da fare per evitare la lottizzazione e la cementificazione della Pinetina, una zona di una certa estensione e che poteva costituire senza dubbio un importante polmone verde per un quartiere ad elevata densità abitativa. Invece quella collinetta andrà ad ospitare l'ennesima manciata di anonime palazzine.
Auspichiamo che chi ne ha i mezzi e la volontà si batta fino all'ultimo per evitare la morte della Pinetina, ma personalmente sono poco ottimista.
Piuttosto mi domando: sono queste le politiche per il verde urbano del nostro Comune, così decantate a tal punto di dedicare ad aiuole e giardini della città addirittura un sito internet, in cui ciascun cittadino potesse segnalare ciò che non va in materia di vegetazione? Così si tutela il verde? Eccola, allora, la mia (e non solo mia) segnalazione-protesta: se la Pinetina fosse sempre stata un parco attrezzato e pulito anzichè esser lasciata per anni e anni in preda all'abbandono, sarebbe mai caduta nelle grinfie dei palazzinari? Se fosse stata un giardino pubblico e come tale luogo d'incontro per bambini, anziani e famiglie del quartiere, qualcuno avrebbe mai permesso di fargli fare questa fine?
L'errore, a mio avviso, è da far risalire al passato, quando nessuno - mentre si riempiva Viterbo di aiuole e spartitraffico con pratino - ha mai preso a cuore l'idea di recuperare quell'area, mai tutelata dagli strumenti urbanistici. E così ora ci si accinge all'ennesimo delitto ambientale commesso in questa città. Perché solo di delitto si può parlare quando si sottrare a un quartiere così popoloso l'unico settore che poteva essere destinato a parco pubblico di una certa consistenza.
Al Comune sarebbe opportuno far notare che - oltre a recuperare giardini e parchi esistenti come sta avvenendo a Pratogiardino e alle Fortezze - operare per il verde significa anche creare nuove aree laddove ora c'è degrado. Invece non è stato fatto nulla per salvare la Pinetina. Sono certo che, con una simile gestione, anche l'Arcionello sarebbe sparito se nessuno avesse messo in piedi le ben note "passeggiate".
Francesco Mecucci